Taxi: un servizio pubblico a Firenze

DiSimone Margheri

Gennaio 4, 2024
Un turista in visita in una città, generalmente appena sceso dall’aereo, treno o pullman, ha il primo impatto con il luogo da lui scelto tramite il transfer che lo porterà al posto di ristoro, hotel, B&B, ostello, pensione o casa.
Stanco o meno dal viaggio che lo ha guidato lì, il percorso più o meno lungo che lo porterà in quello che è il luogo sicuro dal quale potrà fare la propria esperienza turistica o lavorativa è il tragitto che, bene o male, contribuisce a fare sì che ci sia un imprinting, più o meno positivo, con il luogo visitato. Ecco perché se all’arrivo non si trovano difficoltà o problemi è probabile che l’esperienza possa alla fine essere ricordata come positiva. In caso di risposta affermativa per quanto riguarda l’esperienza del transfer, anche per la partenza, sarà molto probabile che il ricordo lasciato dal luogo o città visitato, e più o meno goduto, possa rimanere a lungo come un bel ricordo.
Viceversa, arrivare o partire da un posto, città o luogo con difficoltà, senso di insicurezza o addirittura disavventure vere e proprie, lasceranno di quei posti un pessimo ricordo e sarà una pubblicità spiacevole.
Devo premettere che non solo non ho pregiudizi di sorta nei confronti di una categoria come quella dei tassisti, che oltretutto conosco bene in quanto mio padre lo è stato. Anzi, la ritengo per i motivi già detti non solo utile, ma indispensabile perché, in quanto servizio pubblico, è il biglietto da visita della città. A questo proposito, le città intese da un punto di vista amministrativo dovrebbero rendersi conto della realtà internazionale e del contesto turistico in cui si trovano.
Senza voler entrare nella polemica su Uber, che può essere l’ennesimo esempio di come l’Italia sia un paese destinato al fallimento e declino, perché di fronte a una novità utilizzata in tutto il mondo, anziché convincere le amministrazioni e cooperative ad adeguarsi, si preferisce per decreto o sentenza negare il processo di ampliamento e concorrenza di un servizio pubblico che è utilizzabile in quasi tutto il mondo.
Per piacere o per altri motivi, mi sono trovato a viaggiare un po’ ovunque negli ultimi anni e posso garantirvi che chi come me viaggia sul proprio smartphone, ha installato più di un’app per cercare e/o pagare un servizio di trasporto cittadino o meno, app indispensabili se si ha bisogno di spostarsi celermente e in sicurezza oltre che in economia in vari luoghi di città come Parigi, Londra, Berlino, Madrid, Siviglia e addirittura in Medio Oriente come ad Amman.
È ovvio che in realtà, in città piccole come Firenze, l’Uber o simili non avrebbero molto senso se non per spostamenti extra cittadini, in quanto la città è di fatto un’immensa area pedonale chiusa all’interno di viali di circonvallazione che un tempo ne furono la cinta muraria, purtroppo distrutta per velleità urbanistiche Savoiarde. Attualmente è un percorso obbligato del tram cittadino, purtroppo unico o quasi mezzo pubblico capace di spostare la cittadinanza che spesso è iper affollato, sporco e in molti tratti malfrequentato, tanto utilizzato da spacciatori e borseggiatori che si avventano sui turisti indifesi appena scesi dalla stazione per andare verso l’aeroporto o altri luoghi, come Iene su inermi gnu.
Considerando che il 90% di hotel e B&B si trova all’interno della cinta muraria fiorentina e che i turisti possono tranquillamente andare a piedi da una parte all’altra in meno di mezz’ora, l’utilizzo dei servizi pubblici come taxi si rende necessario proprio per motivi di praticità, comodità e sicurezza, quindi quasi indispensabile e dal momento che, come detto, hotel e B&B sono in aree pedonali, i tassisti fiorentini non avrebbero niente da temere da parte di altri servizi sprovvisti di autorizzazioni simili per la libera circolazione in dette zone.
Durante la pandemia, quando il turismo per ovvi motivi era inesistente, i tassisti migravano dal centro città privo di turisti nei parcheggi periferici in cerca di improbabili clienti cittadini assenti, più per il costo del servizio, che per l’assenza di necessità di spostamento e credo sia stata l’unica occasione in cui i parcheggi taxi della periferia hanno visto attendere due o tre auto in posti come supermercati o ospedali dove normalmente è presente solo il cartello a ricordare che li potrebbe ipoteticamente arrivare un Taxi.
Va detto che il servizio dei tassisti fiorentini da sempre, e non da ora, è da ritenersi tra i migliori, sia per formazione che gentilezza e professionalità degli stessi. Poche città possono annoverare un parco auto ben curato, efficiente e con personale professionale come i tassisti fiorentini, ma purtroppo, proprio perché indispensabili per i loro spostamenti in certe zone centrali e insostenibili, risultano essere in una città come Firenze scarsi, per non dire insufficienti.
Prova ne è che spesso in zone periferiche, in alcune fasce orarie, è quasi impossibile ottenere una corsa e non di rado ho sentito di persone che sono state costrette a raccomandarsi per farsi accompagnare all’aeroporto o alla stazione.
In questo quadro e contesto, e sospettosamente vicini alle prossime elezioni comunali, l’amministrazione comunale ha concesso un aumento nei giorni feriali alla categoria per il transfer all’aeroporto con tariffa forfettaria di €28,00 anziché €22,00, distante dalla stazione SMN in linea d’aria poco più di 4 km.
La domanda sorge spontanea: perché a fronte di un servizio che non ha visto aumentare l’offerta e dove la richiesta non manca e se paragonato, ad esempio, a una città come Parigi, dove per percorrere una distanza 10 volte superiore si spende non più di €30,00 e certo Parigi non è da considerarsi una città low-cost, perché si è sentita a Firenze la necessità di un aumento del genere?
Concludo rifacendomi alle considerazioni iniziali e lasciando a voi l’immedesimazione di un turista che, costretto a prendere un taxi dalla Stazione SMN per andare all’aeroporto di Peretola distante poco più di 4 km solo perché non si vuole essere costretti a prendere un tram pieno di gente con magari valige , figli, zaini e quant’altro e preferire uno spostamento più comodo e sicuro, debba sentirsi richiedere quasi €30,00 la stessa cifra che magari ha speso a Parigi per un percorso 10 volte più lungo. Voi che impressione, o meglio,quali domande vi porreste di quella città da poveri turisti?

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