Ali Toscana: “Intimidazioni inaccettabili e piena solidarietà al Sindaco di Marradi Triberti”

Il presidente Andrea Marrucci condanna i gravi atti intimidatori subiti dal sindaco di Marradi, evidenziando come la violenza contro gli amministratori locali colpisca l’intera comunità democratica e richieda una reazione civica unita

Ali Toscana esprime ferma condanna e piena solidarietà al sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, vittima di gravi gesti intimidatori. “Si tratta di gesti vili che non colpiscono soltanto Triberti come persona, che già sarebbe un fatto vergognoso, ma l’intera comunità che rappresenta,” dichiara Andrea Marrucci, presidente di Ali Toscana e vicino al sindaco, anche lui membro della presidenza regionale di Autonomie locali italiane.

Le minacce agli amministratori locali sono un fenomeno preoccupante, come evidenziato dal quindicesimo Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico. Marrucci ricorda che in Toscana si sono registrati 16 casi di intimidazione in un anno. “Pochi in termini assoluti, ma bisogna dire che anche se si fosse verificato un solo caso sarebbe comunque grave. Perché colpire un sindaco, un assessore o un consigliere comunale significa colpire il presidio istituzionale più vicino ai cittadini, significa colpire la democrazia nei suoi luoghi più concreti”.

Un attacco alla democrazia locale: la necessità di un patto civico

Marrucci sottolinea che anche in una regione come la Toscana, che non è tradizionalmente terra di mafia o criminalità organizzata radicata, queste minacce non sono meno gravi. Anzi, “è proprio dove la partecipazione civica è ancora viva che dobbiamo reagire con più decisione, perché non possiamo tollerare alcuna forma di intimidazione nei confronti di chi amministra”.

I sindaci, come ricorda il presidente di Ali Toscana, sono i primi presidi istituzionali sul territorio, chiamati ad affrontare disastri naturali, disagi sociali e tensioni economiche, spesso con risorse limitate e scarsa autonomia finanziaria. Il fatto che debbano anche subire minacce, insulti e attacchi personali rappresenta una spirale pericolosa che mina la tenuta civile e democratica delle comunità.

La risposta a questi atti non può essere solo punitiva. “Serve anche un patto civico che tenga insieme istituzioni, mondo dell’associazionismo, scuola e cittadini. Un’alleanza stabile che protegga e rafforzi la buona politica nei territori, perché ogni intimidazione è un colpo inferto non solo a una persona, ma alla fiducia pubblica nel suo complesso”, conclude Marrucci.

Carrello

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *