Affitti brevi a Firenze: “Il Piano Operativo del Comune in conflitto con le norme urbanistiche” secondo Property Managers Italia

L’associazione degli imprenditori immobiliari impugna la variante al Piano Operativo al TAR, sostenendo che le restrizioni sugli affitti brevi non risolveranno lo spopolamento del centro storico, iniziato decenni prima di Airbnb

Il dibattito sugli affitti brevi a Firenze si accende con una nuova fase legale. Property Managers Italia, l’associazione degli imprenditori dell’immobiliare, ha presentato ricorso al TAR contro l’approvazione della variante al Piano Operativo del Comune di Firenze, che vieta l’attivazione di nuovi affitti brevi nell’area UNESCO.

“Abbiamo fatto ricorso al Tar contro l’approvazione della variante al Piano Operativo relativa agli affitti brevi del Comune di Firenze. La norma è incoerente e ingiustificata e non risolverà certo i problemi di svuotamento del centro storico”, dichiara Lorenzo Fagnoni, CEO di Apartments Florence e presidente di Property Managers Italia, assistito dallo studio legale Stancanelli.

Una “nuova categoria” urbanistica e normative ignorate?

Fagnoni sostiene che con questo Piano Operativo il Comune abbia “palesemente violato la normativa urbanistica vigente”. Secondo il presidente, l’attuale quadro normativo consente le locazioni turistiche in immobili a destinazione residenziale. “Il Comune ha forzato le regole urbanistiche, inventando una nuova categoria (‘residenza temporanea’), ignorando i riferimenti normativi attuali. Ancora più grave è il fatto che la variante si basa sulla versione previgente della normativa edilizia, facendo finta che le modifiche già in vigore non esistano”, spiega Fagnoni.

Spopolamento del centro storico: le vere cause secondo Property Managers Italia

Il presidente di Property Managers Italia solleva un paradosso significativo, affermando che lo stesso Comune ammetterebbe nella relazione del regolamento che lo spopolamento del centro storico di Firenze è iniziato ben prima dell’avvento delle piattaforme digitali come Airbnb.

“Sono state le politiche pubbliche del Comune di Firenze ad aver cacciato i residenti dal centro storico a partire dagli anni ’80. L’espansione della Ztl, l’assenza di servizi, lo spostamento delle funzioni pubbliche in periferia hanno contribuito allo spopolamento. Quando sono arrivate le locazioni brevi, i residenti se ne erano già andati: Airbnb non è stata la causa dello spopolamento, ma la conseguenza”, afferma Fagnoni.

Fagnoni conclude evidenziando i potenziali rischi di questa politica: “Colpire le locazioni brevi non restituirà vita al centro, anzi rischia di far perdere risorse, posti di lavoro e servizi a tutta la città, senza risolvere i problemi del turismo mordi e fuggi. Chiediamo che si torni a una visione più equilibrata, rispettosa delle leggi e orientata alla coesistenza tra turisti, residenti e operatori, nell’interesse della Firenze reale, non di quella ideologica”.

La decisione del TAR sarà cruciale per il futuro degli affitti brevi a Firenze e per il modello di sviluppo turistico della città.

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