“Celeste era Firenze e Firenze era lui”: le parole di Gloria Medina per il marito Celeste Pin

Nel momento più difficile, Gloria Medina — moglie di Celeste Pin — affida a una lettera il suo pensiero per Firenze, per i tifosi viola e per tutti coloro che hanno amato e rispettato suo marito, dentro e fuori dal campo. Un messaggio toccante, che ricorda l’uomo prima ancora del calciatore, e che chiede silenzio, rispetto e verità per onorare davvero la memoria di un simbolo della Fiorentina e di una città che è stata la sua casa per sempre.

“In questi giorni difficili, in cui il dolore è ancora vivo e profondo, desidero rivolgere un pensiero alla città di Firenze e alla sua meravigliosa tifoseria, che ha rappresentato per Celeste una parte fondamentale della sua vita.

Celeste Pin non è stato solo un calciatore della Fiorentina, ma un uomo profondamente legato a questi colori, a questa città e alla sua gente. La sua “fede viola” era autentica, vissuta ogni giorno con orgoglio e discrezione. Firenze era la sua casa e lo è diventata anche per me, che in questa città ho vissuto 23 anni al suo fianco, imparando ad amarla attraverso i suoi occhi.

Nella nostra vita privata ho sempre rispettato profondamente il suo passato e il suo ruolo pubblico, lasciandogli lo spazio di coltivare il legame con la sua storia calcistica, senza mai ostacolare le sue attività, le sue trasferte, i suoi incontri con i tifosi. Non ho mai voluto che sentisse nostalgia, perché sapevo quanto significasse per lui quel mondo e quanto amasse la sua “gente viola”.

Celeste era anche, e soprattutto, un padre straordinario. La sua relazione con nostra figlia Melissa era fondata su un amore silenzioso ma fortissimo. Una complicità fatta di piccoli gesti, di rispetto e di presenza. In questo momento così fragile, il nostro pensiero va anche a lei, che sta affrontando un dolore enorme e che merita protezione, silenzio e affetto. Per lei, come per tutti noi, Celeste rimarrà sempre un punto fermo, un esempio, un uomo vero.

Oggi, più che mai, è importante che tutta l’attenzione sia rivolta a lui, alla sua storia, alla sua dignità. Chi lo ha conosciuto davvero sa quanto tenesse alla sua privacy e quanto valore desse alla coerenza, alla lealtà, al rispetto.

Chiediamo con fermezza che la sua immagine non venga strumentalizzata né offuscata da narrazioni che non gli appartengono. La sua memoria merita silenzio, amore e rispetto.

Grazie, Firenze, per l’affetto che state dimostrando. Sono certa che Celeste lo sta sentendo, ovunque si trovi”.

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