La vita dopo il cancro: “L’esercizio fisico è un farmaco”

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Settembre 10, 2025

La dottoressa Rossana Berardi, alla convention “Donne Protagoniste in Sanità” di Firenze, evidenzia l’importanza dell’attività fisica come terapia anti-recidiva e introduce il concetto di ‘One Health’ per una medicina più sostenibile e completa

 

L’esercizio fisico non è solo un toccasana per il corpo, ma può diventare una vera e propria terapia. È quanto emerso alla convention “Donne Protagoniste in Sanità”, dove la dottoressa Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e ordinaria di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato il ruolo cruciale dell’attività fisica nella vita dopo il cancro.

Durante il suo intervento al Fuligno Montedomini di Firenze, la dottoressa Berardi ha citato i risultati dello studio Challenge, spiegando che un programma di attività fisica strutturata è in grado di ridurre il rischio di recidiva e migliorare la sopravvivenza nei pazienti affetti da tumore del colon-retto.

 

Oncologia e ambiente: un legame indissolubile

L’intervento della dottoressa Berardi ha esteso il focus dalla riabilitazione a una visione più ampia e integrata della salute, basata sul concetto di “One Health”. Questo approccio riconosce che la salute umana è strettamente connessa a quella degli animali e dell’ambiente.

“Oltre il 40% delle neoplasie è riconducibile a fattori ambientali e stili di vita modificabili”, ha spiegato la Berardi, evidenziando come inquinamento, sostanze tossiche e contaminazione di suolo e acque siano determinanti oncologici di primaria importanza. Di conseguenza, parlare di oncologia significa inevitabilmente parlare di sostenibilità ambientale. La “One Health” diventa un metodo per la ricerca e un modo per affrontare anche le disuguaglianze sociali, dato che i danni ambientali colpiscono più duramente le popolazioni fragili.

Per il futuro, la Berardi ha lanciato un appello per la creazione di “alleanze interdisciplinari” che uniscano oncologi, veterinari, scienziati dell’ambiente e istituzioni. L’obiettivo è investire nella formazione dei giovani per costruire una medicina più completa e giusta, dove ogni azione a tutela dell’ambiente e degli animali sia considerata un atto di prevenzione oncologica.

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