Appello di Avis Toscana: il sistema trasfusionale deve restare un pilastro della sanità pubblica

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Settembre 20, 2025

In vista delle elezioni regionali, l’associazione dei donatori di sangue chiede ai candidati un impegno concreto per un sistema efficiente, capillare e a misura di chi dona, puntando su investimenti, valorizzazione del personale e nuove tecnologie

 

La sanità pubblica in Toscana deve mantenere un ruolo centrale e al suo interno il sistema trasfusionale è un pilastro irrinunciabile. Questo è il messaggio che Avis Toscana lancia ai candidati alle prossime elezioni regionali del 12 e 13 ottobre. L’associazione, guidata dalla presidente Claudia Firenze, ha presentato una serie di proposte programmatiche per un futuro in cui il sistema sia non solo efficiente, ma anche capace di incentivare la donazione di sangue e plasma.

 

Punti di raccolta e personale: le priorità di Avis

La Toscana è un modello per la raccolta, forte di 38 servizi trasfusionali e 10 sedi territoriali. Per Avis, è fondamentale che questi presidi non vengano considerati un costo da tagliare, ma un investimento nella salute pubblica.

Tra le richieste principali, c’è un forte appello per il rafforzamento del personale. L’associazione chiede la creazione di “pool di infermieri dedicati” e l’adozione di orari più flessibili per le donazioni, soprattutto per attrarre i giovani. Inoltre, si sottolinea la necessità di rendere pienamente operativo il polo di Firenze, affiancando quelli già attivi a Pisa e Siena, per ottimizzare il servizio.

 

Digitalizzazione e ruolo del Terzo Settore

Avis Toscana guarda anche al futuro, chiedendo l’integrazione delle associazioni nel nuovo sistema informatico regionale e la promozione del fascicolo sanitario elettronico per inviare i referti ai donatori. Questi strumenti, uniti all’aggiornamento dei rimborsi per coprire le spese, renderebbero il processo di donazione ancora più efficiente.

Infine, un forte riconoscimento del ruolo del Terzo Settore: Avis non si vede come un semplice fornitore di servizi, ma come un attore che “crea comunità e capitale sociale”. La co-programmazione e il servizio civile sono visti come strumenti essenziali per avvicinare i giovani al dono e alla cittadinanza attiva, valori che l’associazione intende difendere e promuovere.

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