Denatalità e lavoro: donne imprenditrici chiedono riforme strutturali – “Congedo flessibile e diritto allo smart working”

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Ottobre 22, 2025

La presidente Aidda Giachetti apprezza la manovra, ma sollecita interventi su orari rigidi e asili nido aziendali tramite credito d’imposta

 

Affrontare la denatalità non è solo una questione di incentivi, ma di ripensamento strutturale dell’organizzazione della società e del lavoro. È quanto ha sottolineato Antonella Giachetti, presidente nazionale di Aidda (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda), commentando le misure del Governo durante l’analisi della Manovra economica.

Giachetti ha espresso apprezzamento per l’impegno dell’Esecutivo nel riconoscere la natalità come priorità nazionale, ma ha chiarito che il cambiamento deve essere profondo: “Serve una trasformazione strutturale dell’organizzazione della società e del lavoro, che oggi resta pensata su criteri ancora troppo rigidi e spesso incompatibili con il ciclo della vita e di conseguenza della famiglia”. L’obiettivo è uno solo: permettere alle donne di non dover scegliere tra maternità e carriera.

 

Le proposte chiave di Aidda per la maternità

Per raggiungere un nuovo equilibrio tra vita e lavoro, Aidda propone tre interventi strutturali che superano la rigidità attuale:

  1. Congedo di maternità obbligatoria flessibile: la proposta è di mantenere gli attuali cinque mesi, ma con una maggiore flessibilità interna. Questo permetterebbe alla madre di distribuirli autonomamente per rientrare gradualmente nel mondo del lavoro.

    Perché è cruciale? Secondo Giachetti, una maggiore flessibilità previene l’ostacolo al normale progresso di carriera della lavoratrice madre, che altrimenti subirebbe “un pregiudizio di remunerazione e di livello pensionistico rispetto agli altri colleghi”.

  2. Diritto allo smart working nel primo anno di vita: Aidda ritiene essenziale garantire il diritto allo smart working almeno per il primo anno di vita del bambino. Per le categorie che non possono lavorare da remoto, la richiesta è di introdurre forme flessibili di orario e turnazione.

    Il concetto chiave è chiaro: “La conciliazione non è un privilegio, ma una condizione essenziale per la sostenibilità sociale e produttiva del Paese”.

 

Credito d’imposta per nidi aziendali

Infine, la presidente Giachetti chiede misure concrete di sostegno alla genitorialità direttamente all’interno delle imprese, trasformando l’onere in opportunità di investimento:

  • Credito d’imposta per le aziende che realizzano asili nido aziendali o interaziendali.
  • Incentivi per le convenzioni con strutture esistenti.
  • Piena deducibilità delle spese sostenute dalle madri lavoratrici per baby-sitter o badanti.

Questa visione, conclude Giachetti, non è solo a favore delle donne, ma è “un investimento sul futuro e sul benessere delle persone, che riguarda tutti”. La battaglia contro la denatalità si vince costruendo una società e un mercato del lavoro che abbraccino la genitorialità come valore centrale.

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