La denuncia della Fondazione PMA al Forum Leopolda Salute: Toscana, Lazio ed Emilia-Romagna sono esempi virtuosi, ma il Sud e la Lombardia restano scoperti. Urge un’intervento centrale
L’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in Italia è un diritto a macchia di leopardo, con un “grave gap” tra le regioni che discrimina di fatto migliaia di coppie. La denuncia arriva direttamente da Firenze, in occasione del Forum Leopolda Salute, dove Luca Mencaglia, presidente della Fondazione PMA Italia, ha richiesto un intervento centrale immediato per uniformare il servizio sanitario nazionale.
Mencaglia è intervenuto al panel dedicato all’attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), evidenziando come la piena inclusione della PMA nel sistema pubblico sia ancora un’utopia in gran parte del Paese.
Il Nord e il Sud in affanno: la disparità dei centri
Secondo i dati presentati da Mencaglia, solo tre regioni italiane hanno pienamente integrato la PMA nei LEA, garantendo un accesso più equo e sostenibile: Toscana, Lazio ed Emilia-Romagna.
La situazione critica, tuttavia, si riscontra in due aree chiave:
- Sud Italia: il Meridione resta “completamente scoperto”. Le coppie, non trovando centri pubblici o convenzionati, sono costrette a ricorrere a prestazioni a pagamento, affrontando costi spesso insostenibili e lunghi viaggi verso il Centro-Nord.
- Lombardia: nonostante sia una regione economicamente trainante, la Lombardia non si è ancora attivata con la delibera necessaria per l’applicazione dei nuovi LEA. Mencaglia ha sottolineato che, a distanza di otto mesi dall’entrata in vigore nazionale, si continuano ad applicare tariffe di ricovero molto più alte di quelle stabilite.
Appello alla governance centrale: uniformità subito
La PMA è un servizio medico fondamentale per chi affronta problemi di fertilità e l’attuale disomogeneità mina i principi di equità del Servizio Sanitario Nazionale. “In Italia esiste un grave gap tra regioni riguardo all’inclusione della procreazione medicalmente assistita nei livelli essenziali di assistenza. Serve un intervento urgente a livello centrale per gestire queste carenze”, ha ribadito Mencaglia.
La richiesta della Fondazione PMA Italia è perentoria: è necessario un intervento del Governo per spingere le regioni inadempienti ad adottare i modelli che già funzionano – come quelli della Toscana, del Lazio ed dell’Emilia-Romagna – e per garantire la corretta fruizione della PMA in tutto il territorio nazionale.
La salute riproduttiva non può più essere un lusso accessibile solo a chi vive in determinate aree o ha maggiori possibilità economiche. Il Forum Leopolda Salute si conferma così palcoscenico per le istanze più urgenti per la costruzione di un sistema sanitario veramente resiliente e uniforme per tutti i cittadini.


