Scudo Verde utile ma non basta: l’Ingegneri Firenze chiedono una strategia di mobilità totale

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Ottobre 22, 2025

La Presidente Nati: “Bene il controllo sui mezzi inquinanti, ma servono misure strutturali per ridurre il numero di auto in città”

 

Lo Scudo Verde è un passo nella giusta direzione per la gestione del traffico e la lotta all’inquinamento, ma non può essere la soluzione finale. Questo è il monito lanciato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze, che ha commentato il bilancio di avvio delle sanzioni, auspicando una strategia di mobilità più organica e incisiva.

Claudia Nati, Presidente dell’Ordine, ha lodato l’intenzione del Comune di controllare l’efficacia del nuovo sistema, ma ha chiesto di andare oltre l’obiettivo sanzionatorio. “È positivo che il Comune controlli l’efficacia dello Scudo Verde regolarmente. Auspichiamo, però, che diventi un elemento di monitoraggio permanente delle variazioni del numero di accessi in città e del parco macchine, parte di una politica di mobilità realmente sistemica e inclusiva”.

 

Il limite del solo ricambio auto

Gli ingegneri Stefano Corsi (Commissione Ambiente ed Energia) e Fiorenzo Martini (Commissione Trasporti) hanno messo in luce il limite principale dello Scudo Verde, ossia quello di concentrarsi sul solo rinnovamento del parco auto. Sebbene l’introduzione della misura abbia spinto molti cittadini a cambiare veicolo, l’obiettivo centrale per una città come Firenze deve essere un altro: ridurre il numero complessivo di mezzi in circolazione.

Firenze, infatti, resta una delle città italiane con il maggior numero di veicoli per abitante. “Il ricambio [di auto] avvenuto negli ultimi mesi è stato dettato più dalla paura delle sanzioni e dalla confusione informativa che da una reale strategia di riduzione del traffico”, hanno spiegato Corsi e Martini.

 

Oltre i gas di scarico: servono investimenti strutturali

La critica degli esperti si focalizza anche sull’origine delle emissioni, che non derivano solo dai gas di scarico. “Le emissioni derivano anche dall’usura di freni, pneumatici e manto stradale. Per questo non basta puntare su auto più nuove”, sottolineano gli ingegneri.

Per ottenere un miglioramento reale della qualità dell’aria e della vita urbana, l’Ordine degli Ingegneri chiede:

  1. Investimenti strutturali sul trasporto pubblico e sulla mobilità alternativa.
  2. Misure che riducano fisicamente le auto in strada, come l’intermodalità.
  3. Restituzione di spazio pubblico a pedoni e aree verdi.
  4. Creazione di parcheggi di pertinenza fuori dai viali di accesso.

In conclusione, Corsi e Martini hanno invitato l’Amministrazione a portare avanti con coraggio le proposte già illustrate durante la Settimana europea della Mobilità, ribadendo che l’unico approccio vincente è quello che mette al centro la riduzione del numero di auto in circolazione e la qualità della vita urbana.

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