Da Steve Bannon al Principe Harry, l’appello trasversale del Future of Life Institute: “Sviluppo off-limits finché non sarà controllata e sicura”
Un fronte inaspettatamente unito, composto da oltre 800 tra scienziati, politici, leader religiosi e celebrità, ha lanciato un appello globale per fermare lo sviluppo della superintelligenza artificiale (IA). Questa forma di IA, ancora da raggiungere ma teoricamente in grado di superare l’intelletto umano, è considerata una potenziale minaccia esistenziale per l’umanità.
L’iniziativa, promossa dal Future of Life Institute (un’organizzazione no-profit statunitense focalizzata sui rischi tecnologici), chiede una moratoria assoluta. La dichiarazione propone un divieto allo sviluppo della superintelligenza “finché non ci sarà un consenso scientifico sul fatto che possa essere realizzata in modo controllato e sicuro e finché non ci sarà il sostegno pubblico”.
I firmatari: un fronte politico-scientifico senza precedenti
Ciò che rende questo appello particolarmente significativo è la sua natura estremamente trasversale, unendo figure provenienti da ambiti che raramente si ritrovano d’accordo. Tra i firmatari spiccano:
- Pionieri dell’IA: Geoffrey Hinton, Premio Nobel per la fisica nel 2024 e considerato uno dei “padri” dell’IA moderna, e Stuart Russell, professore di informatica all’Università della California a Berkeley.
- Industria tech e imprenditoria: Steve Wozniak, cofondatore di Apple.
- Politica USA: l’ex assistente del presidente USA Steve Bannon, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice e l’ex capo di stato maggiore congiunto Mike Mullen.
- Politica europea: europarlamentari di spicco come Brando Benifei, ex relatore dell’AI Act.
- Etica e religione: Paolo Benanti, consigliere del Papa ed esperto di etica dell’IA.
- Celebrità: il rapper Will.i.am e i reali Principe Harry e Meghan Markle.
Superintelligenza: il salto oltre l’umano
Mentre l’attuale IA mira a eguagliare l’intelletto umano in specifiche funzioni, la superintelligenza ambisce a superare in maniera radicale le capacità intellettive umane in ogni campo, dalla creatività alla risoluzione dei problemi.
Il coro di voci unificato, che va da figure tecnocratiche a volti della cultura popolare, sottolinea l’urgenza di affrontare questo sviluppo non come un problema tecnologico, ma come una questione etica e di sopravvivenza che richiede una governance globale immediata e cauta. La richiesta di una pausa è, in sostanza, una richiesta di tempo per elaborare le protezioni necessarie prima che la tecnologia diventi incontrollabile.

