Salute mentale giovanile: raddoppia l’uso di psicofarmaci tra i minori in Italia – Allarme AIFA 

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Novembre 11, 2025

Rapporto OsMed 2024: la prevalenza d’uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti passa dallo 0,26% (2016) allo 0,57% (2024). Il dato sale a 1 su 98 nella fascia 12-17 anni. AIFA: “Trend globale post-pandemia, ma in Italia uso inferiore ad altri paesi europei”

 

La salute mentale di bambini e adolescenti italiani è un tema di crescente preoccupazione, come evidenziato dall’ultimo Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei medicinali in Italia, redatto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). In meno di dieci anni, la prevalenza d’uso di psicofarmaci tra i minori è più che raddoppiata.

Se nel 2016 lo 0,26% dei minori assumeva questi farmaci, nel 2024 la quota è salita allo 0,57%, che equivale a 1 minore ogni 175 in trattamento. Di pari passo, il consumo è balzato da 20,6 a 59,3 confezioni ogni 1.000 bambini.

 

Adolescenti in prima linea: 1 su 98 in trattamento

L’aumento delle prescrizioni si concentra soprattutto con l’aumentare dell’età, con la fascia 12-17 anni che registra i dati più alti:

  • Prevalenza: l’1,17% dei ragazzi in questa fascia d’età assume psicofarmaci, pari a 1 adolescente ogni 98.
  • Farmaci più usati: le categorie terapeutiche più prescritte sono antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività).

L’AIFA riconduce il trend a un fenomeno internazionale, accentuato dalle conseguenze dell’emergenza pandemica sulla salute mentale giovanile. Tuttavia, l’Agenzia precisa che, nonostante il raddoppio, l’Italia mantiene un consumo sensibilmente più basso rispetto ad altri Paesi: lo 0,57% italiano è nettamente inferiore al 1,61% della Francia o al 24,7%-26,3% degli Stati Uniti.

 

Focus sulla spesa farmaceutica: innovazione e sostenibilità

Il Rapporto OsMed ha anche delineato i trend della spesa farmaceutica totale, che nel 2024 ha raggiunto 37,2 miliardi di euro, registrando un aumento del +2,8% rispetto all’anno precedente.

  • Motore della crescita: l’aumento non è dovuto a maggiori consumi (che sono rimasti stabili), ma all’incremento del numero di terapie innovative e ad alto costo rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
  • Settori chiave: la spesa pubblica per farmaci acquistati dalle strutture sanitarie è cresciuta del 10% (17,8 miliardi), con i farmaci antitumorali che assorbono il primato per spesa (8,2 miliardi di euro).

Il Presidente AIFA, Robert Nisticò, sottolinea l’importanza di promuovere il consumo dei farmaci equivalenti, l’aderenza alle terapie e l’appropriatezza prescrittiva per garantire l’innovazione e la sostenibilità del SSN.

 

Allerta antibiotici e polifarmacia anziani

Il Rapporto lancia un allarme anche sull’uso di antibiotici, il cui consumo rimane troppo alto: quasi 17 cittadini ogni 1.000 li assumono quotidianamente. Nonostante un lieve calo (-1,3%), l’uso è marcatamente superiore al Sud Italia, sollevando dubbi sull’appropriatezza delle prescrizioni.

Infine, gli anziani si confermano i maggiori utilizzatori di farmaci (il 97,4% degli over 65 ha ricevuto almeno una prescrizione), con circa un anziano su tre che assume almeno 10 principi attivi diversi nel corso dell’anno. L’elevata polifarmacia aumenta i rischi di errore e la scarsa aderenza alle terapie.

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