Il chinesiologo Marco Corti (Metodo MC) solleva il dibattito: secondo studi come quello del Dott. Berrino, gli antiossidanti e le poliammine presenti in frutta come arance e pomodori potrebbero essere controproducenti in presenza di patologie tumorali
Se la frutta è universalmente raccomandata per la prevenzione, la sua utilità per chi è già malato di cancro merita una riflessione basata sulla cautela scientifica. È questo il monito lanciato dal chinesiologo Marco Corti, ideatore del Metodo MC, che richiama l’attenzione su sostanze come poliammine e antiossidanti presenti in alcuni alimenti comunemente ritenuti benefici.
Poliammine: nutrire il tumore?
Il punto focale della cautela riguarda le poliammine, sostanze organiche indispensabili per la proliferazione cellulare. Come sottolineato dall’oncologo Dottor Franco Berrino, poiché le cellule tumorali sono “avidissime” di poliammine, limitarne il consumo appare una scelta logica (Fonte: ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2848593/).
Gli alimenti ricchi di poliammine che, in soggetti con patologie tumorali, è prudente evitare includono:
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Agrumi (soprattutto i succhi di arance)
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Pomodori, melanzane, peperoni
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Banane, kiwi, frutti tropicali
I frutti di bosco, al contrario, ne contengono solo tracce. Altre fonti significative di poliammine sono i molluschi bivalvi e la putrefazione intestinale delle proteine dovuta a diete troppo ricche di cibi animali.
Antiossidanti: amici o nemici durante le terapie?
Un altro elemento di cautela riguarda gli antiossidanti (vitamine e polifenoli), eccellenti per la prevenzione, ma potenzialmente pericolosi quando il tumore è già presente.
Molte terapie oncologiche, tra cui radioterapia e alcune chemioterapie, agiscono proprio aumentando i radicali liberi per distruggere le cellule malate. L’assunzione eccessiva di antiossidanti potrebbe, teoricamente, proteggere le cellule tumorali, impedendo ai radicali liberi di svolgere il loro lavoro.
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Centrifugati: sebbene spesso consigliati per la “disintossicazione”, l’assunzione massiva di estratti e centrifugati di frutta e verdura rischia di aumentare troppo l’apporto di antiossidanti, suggerendo prudenza.
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Integratori: uno studio su pazienti operate per cancro al seno e trattate con cocktail di antiossidanti (beta-carotene, Vit. C, selenio, zinco, coenzima Q e Vit. B3) ha mostrato una maggiore frequenza di recidive rispetto al gruppo di controllo non trattato.
Per Marco Corti, questo solleva la necessità di agire con consapevolezza, evitando integratori con alte dosi di vitamine o minerali antiossidanti durante il percorso terapeutico.
La base della salute: ricondizionamento intestinale
Il chinesiologo ribadisce che alla base della salute e del programma Metodo MC c’è sempre il ricondizionamento e il mantenimento dell’intestino in eubiosi.
Corti cita, infine, un’evidenza kinesiologica: mentre i limoni risultano “positivi” al test, le arance, i mandarini e i pompelmi risultano “negativi”, sostenendo l’opportunità di evitare questi specifici agrumi.

