L’incidenza è in crescita (435mila nuovi casi nell’ultima settimana), trainata dalla fascia 0-4 anni. Intanto, negli Stati Uniti, si registra il primo contagio umano da ceppo H5N5 di influenza aviaria, mai identificato prima nell’uomo
La stagione influenzale in Italia è partita con un passo sostenuto: da inizio stagione, sono già 1,7 milioni le persone colpite. Il rapporto di sorveglianza RespiVirNet evidenzia una curva in crescita, con 435.000 nuovi casi registrati nell’ultima settimana.
Nonostante l’intensità sia ancora classificata come “bassa” o “al livello basale” in tutte le regioni, l’incidenza complessiva di infezioni respiratorie acute (IRA) è salita a 7,64 casi per 1.000 assistiti, rispetto al 7,24 del bollettino precedente. Come di consueto, la fascia d’età 0-4 anni risulta la più colpita, con circa 23 casi ogni 1.000 assistiti.
Picco previsto tra festività e rientro a scuola
Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, docente presso l’Università di Milano e Direttore scientifico di Osservatorio Virusrespiratori.it, l’apice della stagione è atteso tra la fine dell’anno e l’inizio del 2026.
“Difficile per ora prevedere il picco, ma le condizioni meteo incidono, in particolare l’abbassamento repentino della temperatura e l’aumento dell’umidità. I rapporti sociali intensi durante le festività di fine anno e poi la ripresa delle scuole possono essere le condizioni per il raggiungimento del picco della stagione”.
Si registra intanto una diminuzione dei casi di SARS-CoV-2, anche se i tassi più alti di ricoveri ospedalieri continuano a osservarsi nella fascia di età over 65.
Allarme USA: primo caso umano di aviaria da ceppo H5N5
Mentre l’influenza stagionale accelera in Italia, l’attenzione di epidemiologi e virologi si sposta anche sugli Stati Uniti, dove è stato confermato un caso umano di influenza aviaria da ceppo H5N5 in un residente dello stato di Washington.
Questo è il primo caso umano negli USA dal febbraio scorso, ma soprattutto, il ceppo H5N5 non era mai stato identificato prima nell’uomo.
Il contesto aviario:
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Il caso arriva dopo nove mesi senza infezioni umane negli USA, sebbene tra il 2024 e l’inizio del 2025 si fossero registrati 70 contagi (prevalentemente in lavoratori di allevamenti).
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Dal 2022 circola il ceppo H5N1, responsabile di ampie epidemie in uccelli selvatici, pollame (coinvolgendo oltre 1,7 milioni di volatili) e, più recentemente, in bovini da latte.
Le autorità sanitarie statunitensi stanno monitorando i contatti stretti del paziente H5N5, ma al momento non è stata individuata alcuna evidenza di trasmissione da persona a persona negli Stati Uniti. Il virus può diffondersi attraverso saliva, muco, feci e latte degli animali infetti.

