L’associazione aderisce alla campagna globale UNiTE 2025 – Orange the World: sensibilizzazione contro la violenza di genere e focus sulle nuove forme, come quella digitale
Avis Toscana si schiera in prima linea nella lotta contro la violenza di genere, aderendo alla campagna globale “UNiTE 2025 – Orange the World”, promossa dall’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza e l’empowerment femminile. In vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’associazione invita le sedi locali a illuminarsi di arancione come segnale visivo di impegno.
L’obiettivo è chiaro: diffondere la cultura del rispetto e dell’altro, elementi fondanti non solo della donazione, ma della convivenza civile.
Impegno quotidiano contro la violenza digitale
La presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze, e la delegata alle politiche di parità, Marta Silvestre, sottolineano l’urgenza di un impegno costante:
“La violenza contro le donne si combatte ogni giorno dell’anno, diffondendo una cultura del rispetto dell’altro. I numeri dei femminicidi ci dicono che ancora c’è molto da fare, e quindi rafforziamo il nostro impegno nel sensibilizzare donatori e sostenitori contro la violenza di genere anche nelle sue nuove forme come la violenza digitale”.
L’adesione alla campagna “Orange the World” si concretizzerà in momenti interni di sensibilizzazione per dipendenti, studenti, soci e partner, mirando a coinvolgere attivamente anche altre realtà locali.
Forum Donne: venti anni di riflessione al femminile
Da vent’anni, Avis Toscana è un punto di riferimento per la riflessione sulle tematiche di genere attraverso il suo Forum Donne.
L’evento annuale utilizza incontri, dibattiti con esperti e spettacoli per sensibilizzare sulla solidarietà e sulla donazione, affrontando temi specifici legati:
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Ai diritti di genere.
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Alle pari opportunità.
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Alle sfide culturali e sociali (dal lavoro, al linguaggio, all’informazione).
Il gesto di illuminare le sedi Avis locali di arancione rappresenta un modo tangibile e visibile per “dare un segnale” e ricordare che la lotta per il rispetto e la parità è un impegno che coinvolge l’intera comunità dei donatori.

