L’azienda di micromobilità elettrica lancia una campagna in difesa dei monopattini in sharing, citando i dati del Rapporto nazionale che indicano un’incidentalità tra le più basse nel trasporto urbano. Annunciate nuove proposte sul casco
La controversa decisione del Comune di Firenze di vietare i monopattini in sharing è al centro di una dura replica da parte di Bird, azienda internazionale di micromobilità elettrica. Bird accusa l’amministrazione di ignorare i dati ufficiali sulla sicurezza, che smentirebbero gli allarmi.
“Sempre più utenti, sempre meno incidenti: i monopattini hanno contribuito in modo determinante a fare di Firenze la città italiana modello per la mobilità condivisa e sostenibile”, dichiara Bird, citando il Rapporto nazionale dell’Osservatorio sulla Sharing Mobility.
Sicurezza: i dati smentiscono l’allarme emotivo
Bird contesta l’argomentazione sulla sicurezza, definendola “molto emotiva” e non supportata dai numeri:
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Bassa incidentalità: nel 2024, l’incidentalità dei monopattini in sharing è stata di 0,6 incidenti ogni 100.000 km, un dato “praticamente identico agli scooter sharing (0,4)” e significativamente inferiore a quello dei mezzi privati.
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Mezzi controllati: Il Rapporto conferma che i servizi regolati, geolocalizzati e controllati – come i monopattini in sharing – sono più sicuri dei mezzi privati perché possono avere velocità limitate e possono essere disattivati in caso di uso improprio.
Casco e decoro: soluzioni già sul tavolo
Riguardo alla questione dell’obbligo di casco, evocata dal Comune come uno dei motivi del divieto, Bird solleva un paradosso, ricordando che l’amministrazione aveva prorogato la sperimentazione mesi dopo l’introduzione dell’obbligo:
“Abbiamo già illustrato al Comune alcune soluzioni per fornire il casco agli utenti, ma non abbiamo mai ricevuto specifiche segnalazioni di criticità, men che mai un report dei verbali elevati per mancanza di casco”.
Anche sul fronte del decoro, l’azienda afferma di disporre del sistema di controllo più avanzato, con geofencing certificato da Bureau Veritas e l’imposizione di aree di sosta obbligatorie, a differenza di altri servizi come il bike sharing.
Firenze: la regina incompresa della mobilità sostenibile
La conclusione di Bird è un forte appello alla coerenza: Firenze è attualmente la prima città italiana per efficienza dei sistemi di mobilità condivisa e detiene il massimo punteggio per intensità di utilizzo.
“È paradossale che proprio la regina della mobilità sostenibile decida di abbandonare uno dei servizi che hanno contribuito a questi risultati. Perché azzopparla?”

