Appuntamento il 3 dicembre al Museo Zeffirelli (Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità) con lo spettacolo nato dal progetto In.di.c.a. di Nomos. L’arte come strumento di rinascita, recupero e abbattimento delle barriere
La Divina Commedia rivive in una versione speciale e ricca di significato. Mercoledì 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, andrà in scena al Museo Zeffirelli di Firenze lo spettacolo teatrale “La nostra Divina Commedy – Come distruggere Dante in quattro e quattr’otto”.
L’opera, scritta e diretta da Silvano Alpini, è unica nel suo genere: vedrà esibirsi sul palco attori con cerebrolesioni acquisite insieme ad altri attori, in un potente manifesto di inclusione e terapia attraverso l’arte.
Dal progetto pilota In.di.c.a. al palcoscenico
Lo spettacolo è il culmine del progetto pilota In.di.c.a. (Interventi DIretti alle Cerebrolesioni Acquisite), promosso dalla cooperativa Nomos in collaborazione con l’associazione Atracto (Associazione Traumi Cranici Toscani) e con il sostegno della Fondazione CR Firenze.
Il progetto, attivo a Grosseto e San Giovanni Valdarno, ha creato Atelier di Terapie Occupazionali che, usando il teatro, hanno offerto ai partecipanti uno spazio di espressione e integrazione.
“La nostra Divina Commedy rappresenta un viaggio di amicizia, recupero e rinascita, frutto di un percorso teatrale che ha offerto ai partecipanti uno spazio di espressione, creatività e inclusione sociale”, spiega Gaia Guidotti, vicepresidente di Nomos.
Arte che abbassa le barriere
L’iniziativa è inserita nel prestigioso Festival dei Diritti promosso dal Comune di Firenze. Il Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, Gabriele Gori, ha sottolineato il valore del progetto: “Crediamo che una comunità sia tale soltanto se non lascia indietro nessuno… Sul palcoscenico vedremo una straordinaria forza creativa che ci ricorda che l’arte può abbattere barriere che sembrano invalicabili”.
L’Assessora alle Pari Opportunità, Benedetta Albanese, e l’Assessore al Welfare, Nicola Paulesu, hanno aggiunto: “Gli attori che si esibiranno sono la prova della capacità di superare le barriere e di esprimere sé stessi attraverso l’arte”.
L’appuntamento è un’occasione per il pubblico di Firenze per celebrare l’inclusione e riconoscere il valore terapeutico e sociale delle Terapie Occupazionali.


