Influenza 2025: allerta A/H3N2 e “variante K” – Picco dei contagi in arrivo, c’è ancora tempo per vaccinarsi

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Dicembre 15, 2025

L’incidenza delle infezioni respiratorie aumenta in linea con le attese, superando i 695.000 casi settimanali. L’attenzione degli esperti è sul ceppo K del virus A/H3N2, che potrebbe aumentare durante la stagione influenzale nell’emisfero Nord a causa della scarsa immunità pregressa

Il clima festivo di fine anno si accompagna all’avvicinarsi del picco influenzale 2025, atteso, secondo gli esperti, tra la fine di dicembre e le prime settimane di gennaio 2026. L’ultimo bollettino del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha confermato un aumento sostenuto dei contagi: nei primi sette giorni di dicembre, circa 695.000 italiani sono stati colpiti da infezioni respiratorie acute, portando il totale dall’inizio della stagione a circa 4 milioni di casi.

Fari puntati sulla “variante K” del virus A/H3N2

Il virus dominante in circolazione in Italia è attualmente il tipo A/H3N2, responsabile di circa la metà dei contagi. All’interno di questo tipo, si è registrato un aumento del ceppo noto come “variante K”.

Cosa sappiamo della variante K:

  • Non è più aggressiva: come ha spiegato Gianni Rezza (Università Vita-Salute San Raffaele), la “variante K” non è un virus nuovo, ma una normale mutazione stagionale che non implica che il virus sia più aggressivo o che presenti sintomi diversi.

  • Rischio di espansione: la preoccupazione deriva dalla sua rapida diffusione nell’emisfero Sud, dove ha prolungato la stagione influenzale di almeno un mese. I ricercatori avvertono: “È probabile che [il virus K] si espanderà ulteriormente durante la stagione invernale nell’emisfero Nord”, aumentando la pressione sui sistemi sanitari.

  • Immunità bassa: poiché l’A/H3N2 ha circolato poco negli anni scorsi, una larga parte della popolazione, soprattutto i bambini, è più suscettibile all’infezione.

Incidenza e prevenzione: ancora in tempo per la vaccinazione

Attualmente, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute si attesta a 12,4 casi per 1.000 italiani, con la fascia più colpita che resta quella dei bambini sotto i 4 anni (38 casi su 1.000). Le regioni con più infezioni sono Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Sardegna.

Nonostante l’aumento dei casi sia in linea con l’andamento atteso, gli esperti insistono sulle misure di prevenzione:

“Ricordiamo le principali misure di prevenzione: la vaccinazione, per cui si è ancora in tempo dal momento che il virus circolerà ancora per diverse settimane, una rigorosa igiene delle mani, il rispetto della ‘etichetta respiratoria’ (tossire nell’incavo del braccio o in un fazzoletto), ed evitare i luoghi chiusi e affollati in presenza di sintomi”, ha aggiunto Anna Teresa Palamara (ISS).

Come sottolineato dal Professor Rezza: “Siamo ancora in zona Cesarini” per vaccinarsi.

 

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