Sclerosi multipla: identificato il “mix fatale” tra virus di Epstein-Barr e genetica

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Gennaio 14, 2026

Due studi rivoluzionari, dell’Università di Zurigo e del Bambino Gesù, svelano come il virus della mononucleosi inneschi la malattia. Una scoperta che apre la strada a vaccini e cure mirate

 

La ricerca scientifica ha finalmente aggiunto un tassello decisivo al puzzle della sclerosi multipla (SM). Se per anni si è ipotizzato un legame tra fattori ambientali e predisposizione individuale, oggi abbiamo la prova del “meccanismo molecolare” che scatena la patologia.

La notizia arriva dai laboratori dell’Università di Zurigo e trova una conferma fondamentale in Italia, grazie a uno studio pediatrico dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, segnando un punto di svolta non solo per gli adulti, ma anche per i pazienti più giovani.

La scoperta molecolare: un “errore d’identità” del sistema immunitario

Lo studio di Zurigo, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell, ha chiarito perché il virus di Epstein-Barr (EBV) – il comune herpes virus responsabile della mononucleosi, presente in quasi tutta la popolazione – faccia ammalare solo alcune persone.

Il segreto risiede nell’interazione con una specifica variante genetica, l’aplotipo HLA-DR15. Ecco cosa accade nel corpo:

  1. L’inganno virale: il virus EBV “dirotta” le cellule B del sistema immunitario, costringendole a produrre una proteina simile alla mielina (la guaina che protegge i nostri nervi).

  2. L’errore dei Linfociti T: in presenza della variante genetica HLA-DR15, il sistema immunitario confonde questa proteina virale con la mielina del cervello e del midollo spinale.

  3. L’attacco autoimmune: le difese dell’organismo iniziano ad aggredire il proprio sistema nervoso, causando i sintomi tipici della SM: stanchezza, disturbi visivi e motori.

Sclerosi multipla nei bambini: il legame con la mononucleosi

Se negli adulti il legame era già sospettato, una ricerca italiana del Bambino Gesù di Roma (pubblicata sul Journal of Neurology) conferma che il virus gioca un ruolo cruciale anche nei bambini e negli adolescenti.

L’indagine ha coinvolto 219 pazienti tra i 6 e i 17 anni. I risultati non lasciano spazio a dubbi: il 100% dei bambini affetti da sclerosi multipla è risultato positivo agli anticorpi dell’EBV, contro solo il 59% del gruppo di controllo sano. “Questi dati confermano che l’infezione da EBV è un fattore di rischio fondamentale anche in età pediatrica”, spiega Gabriele Monte, ricercatore del Bambino Gesù.

Prevenzione e futuro: verso un vaccino contro la SM?

Queste scoperte cambiano radicalmente l’approccio alla malattia. Se il virus EBV è l’innesco necessario, la prevenzione dell’infezione potrebbe significare la prevenzione della malattia stessa.

  • Vaccinazione: gli scienziati ipotizzano ora lo sviluppo di un vaccino contro il virus di Epstein-Barr che, se somministrato precocemente, potrebbe ridurre drasticamente l’incidenza della sclerosi multipla nei giovani.

  • Terapie mirate: conoscere il meccanismo molecolare permetterà di creare farmaci capaci di “spegnere” selettivamente la risposta autoimmune senza indebolire l’intero sistema immunitario.

Il ruolo dell’eccellenza italiana

Con circa 70 piccoli pazienti in trattamento, l’Ospedale Bambino Gesù si conferma il centro di riferimento nazionale per la SM pediatrica. Un approccio multidisciplinare che accompagna i ragazzi dall’infanzia all’età adulta, unendo l’assistenza clinica alla ricerca d’avanguardia.

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