L’Ordine degli Ingegneri commenta i dati sulla mobilità dolce: “I numeri mostrano una domanda altissima, ora serve coraggio su zone pedonali e sicurezza”
Firenze scopre la sua anima ciclabile e i numeri non lasciano spazio a dubbi: i cittadini hanno voglia di pedalare. A confermarlo sono i primi dati rilevati dalla rete di 28 sensori contabici installati dal Comune, che hanno registrato flussi elevatissimi persino nel cuore dell’inverno.
Un segnale che l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze accoglie con favore, rilanciando la sfida per una trasformazione urbanistica più profonda. Secondo Stefano Corsi, coordinatore della Commissione Ambiente e Energia dell’Ordine, la misurazione oggettiva è il primo passo, ma non può restare l’unico.
La bicicletta: il mezzo più competitivo a Firenze
“I dati mostrano un utilizzo molto elevato delle piste, persino a dicembre. Questo indica che a Firenze la bicicletta è un mezzo estremamente competitivo per i tempi di spostamento e la facilità di parcheggio. Ma attenzione: questi numeri non misurano solo la bontà delle infrastrutture attuali, bensì la forte propensione dei fiorentini a cercare alternative valide all’auto”, spiega Corsi.
Secondo gli ingegneri, i dati dovrebbero essere letti come un mandato per l’amministrazione a:
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Migliorare la continuità: evitare i tracciati “spezzati” che mettono in difficoltà il ciclista.
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Risolvere le criticità agli incroci: i punti più delicati per la sicurezza stradale.
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Aumentare la sicurezza percepita: incentivare anche chi ancora teme il traffico urbano.
Oltre le piste: Zone 30 e aree pedonali
Il vero salto di qualità per la qualità dell’aria e della vita a Firenze passa da una visione urbanistica più ampia. Gli investimenti fatti nel periodo post-Covid stanno dando i frutti sperati a cinque anni di distanza, ma ora l’obiettivo deve spostarsi sulla riduzione dello spazio occupato dalle auto.
“Serve coerenza. Oltre alle piste ciclabili, sono necessarie Zone 30 e aree pedonali diffuse. Queste soluzioni liberano spazio prezioso, favoriscono la mobilità dolce e migliorano il volto della città senza congestionarla”, conclude Stefano Corsi.
L’allineamento tra i tecnici e l’amministrazione sembra esserci, ma la richiesta degli Ingegneri è chiara: sostenere queste politiche con decisione per rendere Firenze una capitale della mobilità sostenibile a livello europeo.
In sintesi: le proposte degli Ingegneri Firenze
| Azione | Obiettivo |
| Contabici diffusi | Monitoraggio oggettivo dei flussi |
| Incentivo Zone 30 | Sicurezza stradale e convivenza tra utenti |
| Zone Pedonali | Recupero dello spazio urbano e qualità dell’aria |
| Continuità tracciati | Riduzione tempi di percorrenza casa-lavoro |

