Diagnosi oncologica: scoperto il “codice a barre” dei tumori rilevabile nel sangue

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Gennaio 26, 2026

Grazie all’individuazione degli oncRna, una nuova ricerca promette di monitorare l’efficacia delle terapie in modo rapido e non invasivo

 

La lotta contro il cancro segna un nuovo, fondamentale punto a favore della scienza. Un gruppo di ricercatori dell’Università della California a San Francisco ha individuato quello che può essere definito il “codice a barre” dei tumori: una firma molecolare unica, presente nel sangue, capace di rivelare non solo la presenza della malattia, ma anche la sua aggressività e la risposta del paziente alle cure.

La ricerca, coordinata da Hani Goodarzi e pubblicata sulla prestigiosa rivista Cell Reports Medicine, apre le porte a un futuro in cui il monitoraggio oncologico potrebbe diventare molto più semplice e meno invasivo.

Cosa sono gli oncRna: i messaggeri “orfani”

Al centro della scoperta ci sono i cosiddetti “Rna non-codificanti orfani” (o oncRna). Si tratta di molecole molto particolari che, a differenza del comune RNA, non portano istruzioni per produrre proteine e non appartengono a geni noti.

Analizzando i dati del Cancer Genome Atlas, gli scienziati hanno mappato oltre 260mila di queste molecole in 32 diverse forme di cancro. Il dato straordinario è che questi oncRna non sono semplici “scarti”, ma costituiscono delle vere e proprie firme caratteristiche di ogni specifico tumore.

Un indicatore di sopravvivenza

Lo studio ha rivelato dettagli cruciali sul comportamento delle cellule cancerose:

  1. Proliferazione e metastasi: test condotti su modelli animali hanno dimostrato che alcune di queste molecole aiutano attivamente il tumore a crescere e a diffondersi nell’organismo.

  2. Rilascio nel sangue: le cellule tumorali rilasciano attivamente gli oncRna nel flusso sanguigno, rendendoli rilevabili con un semplice prelievo (biopsia liquida).

  3. Monitoraggio delle terapie: analizzando 192 pazienti con tumore al seno, i ricercatori hanno scoperto che la quantità di oncRna nel sangue post-chemioterapia è un predittore accurato della guarigione. Le pazienti con livelli elevati di queste molecole dopo le cure hanno mostrato una sopravvivenza significativamente inferiore, permettendo ai medici di capire tempestivamente se la terapia sta funzionando o se va cambiata.

Verso una medicina personalizzata

Sebbene i meccanismi esatti con cui gli oncRna favoriscono il cancro siano ancora oggetto di studio, la loro utilità come biomarcatori è già evidente. Questa scoperta potrebbe rivoluzionare la pratica clinica, offrendo ai medici uno strumento veloce per “leggere” lo stato della malattia senza ricorrere a biopsie tessutali dolorose e complesse, muovendosi sempre più verso una medicina di precisione cucita sul singolo paziente.

La scoperta in numeri

  • 260.000: gli oncRna individuati come firme tumorali.

  • 32: le tipologie di cancro mappate nello studio.

  • 4 volte: il rischio di mortalità superiore per chi presenta alti livelli di oncRna dopo la chemio.

 

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