Regalare il tempo…Volontariato a Firenze

ByCristina Vannuzzi

Febbraio 7, 2026

Fare un dono per 365 giorni l’anno

il regalo più prezioso è il tempo donato a chi ha più bisogno

Il regalo più grande però sembra essere proprio quello che manca a tutti quanti: il tempo. D’altronde è questo il tempo della “solidarietà culturale”, quel concetto astratto che identifica l’aiuto efficace in condizioni d’emergenza. D’altronde anche Papa Francesco, nella sua ultima udienza, ha sollecitato un’etica dell’economia, della finanza e del lavoro capace di tenere vivo il valore della solidarietà, intesa come atteggiamento morale ed espressione dell’attenzione “all’altro” in ogni sua legittima esigenza.

A Firenze le associazioni che accolgono e fanno proprio il monito di Papa Francesco ce ne sono diverse, tra queste senza dubbio le Misericordie, il NOPC logistica dei trapianti, la Caritas, la Fratellanza Militare, la CISOM (Corpo Italiano di Soccorso Ordine di Malta),  e tante altre associazioni che, come per tutti gli altri 364 giorni dell’anno, anche per Natale, Pasqua, tutto agosto e le feste comandate si impegnano nella costruzione di quella società fraterna al cui centro si trovano le persone.

Sono associazioni senza fini di lucro, apartitiche, che vedono la partecipazione di medici, legali, imprenditori, sportivi, gente comune, pensionati, studenti, che si propongono mettendo a disposizione le loro ore libere, di giorno e di notte e le feste comandate.

I Volontari sono sempre pronti a rispondere alle necessità, spiegano da tutte le Associazioni, basandosi sui principi e valori di partecipazione, democrazia, giustizia, libertà, solidarietà, uguaglianza e gratuità della loro opera.

La solidarietà – fatta da soccorritori, autisti, accompagnatori ma anche dipendenti – vuol essere un insegnamento e, come tutti i grandi fenomeni culturali, riesce ad adattarsi alle esigenze di questi anni in cui la solidarietà troppe volte si ferma davanti all’indifferenza per i nostri simili che chiedono aiuto.

Incontriamo Massimo Pieraccini, presidente e fondatore del NOPC, logistica dei trapianti, con la sorella Patrizia direttore NOPC, per farci spiegare il concetto del volontariato.

 “Nel gruppo dei volontari, sia per noi NOPC che in altre Associazioni che prima si individuavano nella categoria “anziani e pensionati”, ora si registra un numero frequente di giovani, studenti e giovani laureati, atleti e sportivi, giovani imprenditori, un segno che è quello di voler trovare l’occasione per mettersi alla prova o per sviluppare delle potenzialità.”

Come si diventa volontari?

“I valori e l’interesse per le relazioni sociali, che si tratti della relazione con l’assistito, con la struttura e con il gruppo degli altri volontari. I giovani oggi, contrariamente ai luoghi comuni, svolgono attività gratuite in associazioni di volontariato più spesso della media della popolazione e il loro contributo, come agenti di cambiamento, è insostituibile, con dati significativi che aiutano a inquadrare quanto il contributo dei giovani possa essere prezioso per la propria comunità.”

Lacrime, sorrisi e volontariato….da cosa ha avuto l’ispirazione per  fondare il NOPC ?

“È stata presa dalla mia passione per aiutare il prossimo, ma anche dalla scrittrice fiorentina Oriana Fallaci, di cui restano libri, frasi, concetti. In particolare uno su cui riflettere: “Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie, lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità”, ma, aggiungerei, per donare il proprio tempo, un dono prezioso che ti porta a essere volontario, parola formata da dodici lettere, sei vocali e sei consonanti ma che ti porta, romanticamente, alla parola volo. Un dono prezioso da fare è il proprio tempo, che racchiude una profonda verità. In un mondo frenetico e dominato dalla fretta, il tempo è diventato una risorsa rara e preziosa. Dedicare il nostro tempo a qualcuno significa donargli una parte di noi stessi, della nostra attenzione e del nostro amore. Essere a contatto con il bisognoso ed il sofferente, in un momento così critico della sua esistenza e cercare di confortarlo e, perché no, strappargli un sorriso, è un bene inestimabile. Quello che infatti, consiglio sempre ai giovani volontari appena iscritti, a parte di imparare i protocolli di soccorso nel miglior modo possibile, è di dare conforto al malato stringendogli semplicemente una mano o sussurrando parole di incoraggiamento.”

Cosa spinge i giovani a diventare volontari?

“L’energia che caratterizza la loro età, l’era digitale, il fatto di essere naturalmente portatori di innovazione e cambiamento. Aiutando gli altri, quindi, al contempo aiutiamo noi stessi: sviluppiamo la capacità di ascoltare il prossimo, ma anche i nostri stessi bisogni e ci adoperiamo per soddisfarli. L’essere umano, infatti, si nutre della relazione e vive per appartenere a qualcosa: è per questo che il volontariato regala tanta felicità. Poi, a parte questo, i motivi che spingono il giovane a fare servizio sono molteplici ma una cosa emerge e cioè che di giovani pronti a scendere da un motorino e rinunciare ad un videogioco per indossare una divisa ce ne sono grazie a Dio molti e questo riempie il cuore di speranza.”

Il vostro sogno?

Oggi si è trasformato in realtà ma non basta…

Massimo Pieraccini fiorentino, è uno dei fondatori del NOPC, Nucleo Operativo di Protezione civile, che guida. Il gruppo è attivo dal 1993 nella logistica dei trapianti, in tutto il mondo: oggi i volontari attivi sono 130, nel 2025 hanno fatto quasi 1.200 interventi e si occupano soprattutto del trasporto del midollo osseo salvavita per i malati di leucemia.

In 32 anni hanno contribuito a salvare 15mila vite. «Il volontariato dà dipendenza. Dall’esito dei nostri trasporti dipende la sopravvivenza di una persona: questo ci dà una grande responsabilità, ma ci riempie anche di orgoglio»

L’affidabilità e la precisione del Nucleo Operativo di Protezione civile l’hanno reso un riferimento in tutto il mondo e i numeri lo testimoniano: dai circa 20 interventi del 1994 si è passati ai quasi 1.200 del 2025. «E pensare che a volte alcune persone ci dicono che dovrebbero essere solo i professionisti a occuparsi di una cosa così delicata. Ma non capiscono il valore aggiunto del volontariato: un volontario lo fa perché lo sceglie, non perché deve, e quindi non si tira indietro davanti a niente e trova un modo di aggirare le difficoltà. E poi c’è tutto un percorso di formazione da fare prima di poter iniziare a essere operativo», puntualizza Pieraccini.

In 32 anni, il Nucleo Operativo Protezione civile ha salvato quasi 15mila vite. Per il suo impegno, nel 2019 Pieraccini è stato insignito dall’allora sindaco di Firenze Dario Nardella del Fiorino d’Oro e, soprattutto, dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal capo dello Stato Sergio Mattarella.

«Per me sono onorificenze di tutti i volontari che sono con me, io ci ho solo messo la faccia nel ritirarle. È stata una grande soddisfazione, non pensavo che un uomo comune, un uomo della strada, potesse essere premiato dal Presidente della Repubblica».

Writer Cristina Vannuzzi

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