Il vicepresidente Baragli lancia l’allarme: “Sovrappopolazione fuori controllo. La sicurezza stradale è a rischio, servono interventi strutturali subito”
La tragica scomparsa di un giovane motociclista di 29 anni a Barberino di Mugello, causata dall’impatto con un cinghiale sulla strada provinciale del Galliano, riaccende in modo prepotente il dibattito sulla gestione della fauna selvatica in Toscana. Per Fedagripesca Confcooperative Toscana, quanto accaduto non può essere archiviato come un semplice caso del destino, ma è la punta dell’iceberg di una crisi ormai cronica.
Oltre il danno agricolo: una questione di sicurezza pubblica
Per anni, il tema della sovrappopolazione dei cinghiali è stato confinato nell’ambito dei danni alle colture e all’economia agricola. Oggi, però, la prospettiva è drasticamente cambiata.
Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Toscana, è netto: “Siamo ormai ben oltre la fase dell’emergenza. Per troppo tempo questo tema è stato letto soltanto come un problema di danni alle coltivazioni, ma oggi è evidente che riguarda direttamente la sicurezza delle persone, di chi si muove sulle strade, in particolare motociclisti, scooteristi e automobilisti”.
Le misure attuali non bastano
Sebbene la Regione e le autorità competenti abbiano messo in campo strumenti come le agevolazioni per le recinzioni, la portata del fenomeno sembra aver superato l’efficacia delle soluzioni tampone. La presenza stabile e radicata di questi ungulati nei territori toscani richiede, secondo l’associazione, un cambio di passo deciso.
“Le recinzioni sono utili, ma da sole non bastano. Continuare ad accorgerci della gravità della situazione solo davanti a tragedie come questa non è più accettabile: servono interventi strutturali, coordinati e misure all’altezza di una realtà che è diventata una minaccia quotidiana per chi vive e attraversa il nostro territorio”, ha sottolineato Baragli.
Un appello alle istituzioni
Il messaggio lanciato da Fedagripesca è un invito urgente alla politica e agli enti locali per uscire dalla logica dell’emergenza e passare a un piano d’azione organico. La sicurezza stradale nel Mugello, e più in generale in tutta la Toscana, non può più attendere che si verifichi un altro dramma per tornare nell’agenda delle priorità.

