Stop ai monopattini a Firenze: il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana non sospende la delibera

ByCamilla Mencarelli

Febbraio 23, 2026
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Dal 1° aprile 2026 i monopattini elettrici in sharing spariranno dalle strade di Firenze. Il Tar della Toscana ha infatti respinto la richiesta di sospensiva presentata dalla società Bird contro la delibera con cui Palazzo Vecchio ha deciso di interrompere il servizio. Una decisione che, almeno per ora, dà piena copertura alla linea dura dell’amministrazione comunale.

Il ricorso di Bird: “La battaglia non è conclusa”

A chiedere il provvedimento cautelare era stata Bird, azienda internazionale attiva nel settore della micromobilità. Dopo il rigetto della sospensiva, la società ha annunciato che il ricorso andrà avanti nel merito.

«La battaglia non è conclusa – si legge in una nota – il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento». Secondo l’azienda, lo stop sarebbe «ingiustificato e sproporzionato». Bird sottolinea che la decisione del Tar riguarda solo la mancata sospensione immediata dell’atto e non rappresenta una sentenza definitiva.

Nel giudizio di merito, spiega la società, saranno affrontati i profili giuridici ritenuti critici, a partire dalla coerenza della delibera con il quadro normativo nazionale e con il percorso amministrativo condiviso negli anni con il Comune. «Abbiamo operato in coordinamento con l’amministrazione, adeguando progressivamente il servizio alle prescrizioni ricevute e investendo in sicurezza e organizzazione. Esistevano margini per soluzioni regolatorie alternative allo stop totale», conclude Bird, rivendicando la volontà di tutelare utenti, lavoratori e il modello di mobilità sostenibile rappresentato dal servizio.

La scelta di Palazzo Vecchio

La delibera risale a novembre 2025 ed è stata approvata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore alla mobilità Andrea Giorgio. Dal 1° aprile 2026 non sarà più attivo un servizio strutturato di monopattini in sharing nel capoluogo toscano.

Alla base della decisione, due elementi principali: il cambiamento della normativa nazionale – con l’introduzione di regole più stringenti, tra cui l’obbligo del casco – e le criticità riscontrate nella gestione del servizio. Tra queste, parcheggi selvaggi, transito contromano, circolazione sui marciapiedi o in aree vietate e utilizzo improprio delle corsie riservate a bus e taxi.

Secondo il Comune, proprio alla luce delle nuove disposizioni del Codice della strada, la tipologia dello sharing renderebbe complesso garantire il rispetto delle regole, anche con i controlli della polizia municipale. Da qui la scelta di interrompere completamente il servizio.

Un caso che può fare scuola

Con questa decisione Firenze si candida a diventare la prima grande città italiana a eliminare in modo definitivo il noleggio dei monopattini elettrici. Una scelta che si inserisce in un trend già avviato in altre capitali europee, dove le amministrazioni hanno ristretto o cancellato il servizio per ragioni di sicurezza e ordine urbano.

Parallelamente, Palazzo Vecchio ha annunciato il potenziamento del bike sharing, con un aumento del numero di biciclette disponibili e un rinnovamento del parco mezzi, in particolare quelli a pedalata muscolare.

La partita giudiziaria, però, non è chiusa. Il Tar dovrà ancora pronunciarsi nel merito. Ma salvo colpi di scena, dal 1° aprile i monopattini in sharing usciranno di scena dalle strade fiorentine.

Illustrazione generata con AI

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