Marta Cicilloni e “Le nostre tracce”: il romanzo generazionale che non sapevamo di aspettare

L'autrice Marta Cicilloni

Una storia intima e generazionale quella raccontata ne “Le nostre tracce” di Marta Cicilloni. Cosa resta dei legami interrotti? Un viaggio tra la fuga a Londra e il richiamo delle radici che parla al cuore dei trentenni di oggi.

C’è un momento preciso, intorno ai trent’anni, in cui smetti di chiederti cosa farai da grande e inizi a chiederti cosa ne è stato di quello che eri. È una sensazione strana, un misto di nostalgia e adrenalina, la stessa che ho provato leggendo “Le nostre tracce” di Marta Cicilloni.

Mentre scorrevo le pagine, non leggevo solo la storia di Tommaso e Vittoria, leggevo la mia, quella dei miei amici, quella di una generazione che ha imparato a fare i bagagli prima ancora di imparare a mettere radici.

Tommaso è quel tipo di ragazzo che molti di noi conoscono: fuggito a Londra per trovare un posto nel mondo, convinto che la distanza chilometrica possa curare quella interiore. Vittoria, invece, è rimasta. Ma restare non significa essere fermi, e Marta Cicilloni lo racconta con una lucidità che fa quasi male.

Mi sono ritrovata a sottolineare passaggi interi che parlano di quei silenzi che durano dieci anni, di quei messaggi mai inviati e di come il Sud Italia non sia solo un luogo geografico, ma uno stato dell’anima: caldo, accogliente eppure, a volte, terribilmente stretto.

Non è la solita storia d’amore

Dimenticate i cliché. Qui non c’è il lieto fine confezionato con il nastro rosa. C’è l’eros che esplode quando meno te lo aspetti, c’è la paura viscerale di farsi vedere “nudi” dentro, di mostrare i fallimenti dietro le carriere brillanti o le vite apparentemente risolte.

La scrittura ha un ritmo che segue il battito cardiaco: accelera nelle vie caotiche di Londra e si fa profonda, quasi solenne, quando i due protagonisti si ritrovano faccia a faccia con quello che hanno cercato di dimenticare.

Perché mi ha colpito

La cosa che più mi ha emozionato — e che ho ritrovato anche nei video social di Puzzle Book — è l’idea che nessuno di noi sia davvero un’isola. Le “tracce” del titolo sono i solchi che gli altri lasciano sulla nostra pelle.

È un libro per chi ha vissuto con la valigia sotto il letto. È per chi ha amato qualcuno così tanto da dover scappare per non soccombere. È per noi, che cerchiamo di capire se il “ritorno” sia una sconfitta o l’unico modo per ritrovarsi.

Le nostre tracce è un romanzo – specchio. E a volte, guardarsi allo specchio richiede un coraggio immenso. Marta Cicilloni ci ha dato la spinta giusta per farlo.

L’AUTRICE

Marta Cicilloni (Milano, 1983), laureata in Comunicazione e Marketing, lavora come consulente e insegnante. Accanita divoratrice di libri e di musica fin da bambina, scrive per professione su diversi canali digitali.

IL LIBRO

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