Allenare gratuitamente un atleta disabile
A.S.D. DINAMIKA SPECIAL BOXE

Allenare gratuitamente un atleta disabile….una intuizione che diventa vita quando la racconti. La cosa più bella degli allenamenti è il sorriso, la conquista di un attimo, di un centimetro, la condivisione.
Ogni volta si ritrovano scambi autentici che nella vita fanno la differenza: esperienze, dubbi, curiosità, errori, intuizioni, ricordi… tutto diventa materia viva. Non è solo tecnica ma è un racconto collettivo.
Guardarsi negli occhi, parlare di lavoro ma anche di vita, perché alla fine le scelte che facciamo sul ring o davanti ad un sacco, non sono poi così diverse da quelle che facciamo ogni giorno.
E ogni persona lascia sempre qualcosa di sé, uno spunto, un sorriso, un pensiero nuovo di speranza.
Per questo queste giornate sono da amare, sono pesanti ma ricordano a tutti che crescere è un gesto che si fa insieme.
L’atleta disabile standing appena classificato FPI, Giuseppe Mondello, siciliano e residente a Pistoia e allenato alla Palestra ASD Dinamika Special Boxe di Firenze dal tecnico federale Simone Vannuzzi, ha esordito in un match di esibizione il 5 giugno a Sesto Fiorentino nel Memorial di Mario D’Agata al PalaLilly, organizzato dalla Luminati Pugilistica, contro un pugile dilettante normodotato, evento unico e mai fatto fino ad ora.

Un evento carico di emozione, dove il passato incontra il presente e dove, per la prima volta, un ragazzo disabile ha combattuto contro un pugile dilettante normodotato effettuando un “match di esibizione” di due riprese di due minuti: il siciliano Giuseppe Mondello, della palestra fiorentina ASD Dinamika Special Boxe, allenato dal tecnico Simone Vannuzzi, all’angolo del ring il tecnico Leonardo Naldini e il campione di paraboxe Matteo Fabbri.
Per tanti, fare sport è un “modificare il termine di disabilità in abilità”.
LE STATISTICHE: La pratica sportiva viene esercitata solo dal 9,1%, contro il 36,6% relativo al resto della popolazione e solo 1/3 dei ragazzi con disabilità in età scolare partecipa alle gite scolastiche e condivide esperienze fuori casa con i compagni.
Eppure le statistiche ci dimostrano che le persone con disabilità che sono poste nelle condizioni di poter partecipare alle attività culturali e sportive raddoppiano la soddisfazione riguardo la propria vita e le proprie relazioni sociali, a dimostrazione di quanto questi fattori siano determinanti.
Simone Vannuzzi tecnico federale FPI, Palestra ASD Dinamika Special Boxe:
Dalla carrozzina un montante che manda k.o. le barriere, eccolo il pugilato che mette k.o. le barriere. Un bel montante e giù a terra le preclusioni, i “non si può”.
Lo scopo è far conoscere un nuovo progetto partito da poco a Firenze, voluto dalle Autorità, destinato ad abbattere diversi stereotipi sul mondo della boxe, LA SPECIAL BOXE dove la novità sta in quella carrozzina sulla – e dalla – quale i pugili colpiscono.
Ci tengo a specificare che, al contrario di come pensano in tanti, nella special boxe non è previsto il k.o. Si tratta di una competizione – e non di un combattimento – fra due atleti, opportunamente messi in sicurezza, che si sfidano mettendo in risalto le proprie velocità e tecnica come accade nella scherma in carrozzina, distinguo doverosi per allontanare dubbi e perplessità sulla natura “carrozzabile” della noble art.
Ma i risultati della Boxe Speciale – senza contatto – rivolti ad altre patologie sono ottimi, per esempio ho Filippo, di 16 anni, tetraplegico nella parte sinistra a causa di un incidente, che ha ripreso l’uso delle braccia, ho Samuele, anche lui disabile in carrozzina, ho Ferdinando, Parkinsoniano, ha fortemente migliorato la deambulazione e l’equilibrio e la lentezza dei movimenti acquisendo maggior sicurezza, ho Andrea uscito dal coma, Mauro sclerosi multipla e altri, la boxe senza contatto è adattissima per essere considerata “cura”. Oggi abbiamo visto Giuseppe, per la prima volta, un ragazzo disabile ha combattuto contro un pugile dilettante normodotato effettuando un “match di esibizione” di due riprese di due minuti: il siciliano Giuseppe Mondello.
Tutti giorni una sfida per un sogno per un orizzonte paralimpico, partecipare alle prossime Paralimpiadi fra 4 anni con una squadra di atleti fiorentini, il sogno e il desiderio delle Autorità fiorentine e della FPI, Federazione Pugilistica Italiana.





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