Sul Mainstage del WMF il confronto tra Francesca Albanese e Cosmano Lombardo su Intelligenza Artificiale, piattaforme digitali, conflitti e responsabilità umana nell’era degli algoritmi
Tecnologia, diritti umani, piattaforme digitali e responsabilità nei conflitti. Sono questi i temi al centro dell’intervento di Francesca Albanese sul Mainstage del WMF – We Make Future 2026, Il Più Grande Evento sull’Innovazione: IA, Tech e Digital, in programma dal 24 al 26 giugno a BolognaFiere.
In dialogo con Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF, Albanese ha affrontato il rapporto tra innovazione tecnologica, accesso all’informazione, Intelligenza Artificiale e tutela dei diritti fondamentali.
Il ruolo dell’informazione nei contesti di guerra
Aprendo il confronto, Francesca Albanese ha richiamato l’intersezione tra i temi del proprio lavoro e quelli al centro della manifestazione: l’accesso libero alla rete, il diritto all’informazione, l’utilizzo delle tecnologie nei contesti di guerra e l’impatto degli strumenti digitali sulla protezione dei diritti umani.
Per Albanese, nei conflitti anche l’informazione diventa terreno di battaglia. Blackout delle comunicazioni, manipolazione dei dati, controllo delle pubblicazioni e limitazione dell’accesso alle fonti possono compromettere la documentazione di quanto accade.
Le piattaforme digitali non sono spazi neutrali
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il ruolo delle piattaforme digitali. Secondo Albanese, le piattaforme non sono ambienti neutrali: le scelte di moderazione, le policy aziendali e gli algoritmi determinano quali contenuti vengono amplificati, quali nascosti e quali silenziati.
Il rischio, nel suo ragionamento, non riguarda soltanto le singole persone colpite da campagne di delegittimazione o forme di censura, ma coinvolge l’intero dibattito pubblico. Quando chi prende parola viene esposto ad attacchi o silenzi, anche gli altri possono essere scoraggiati dal partecipare alla discussione.
Attivismo digitale e partecipazione pubblica
Nel dialogo con Cosmano Lombardo è stato affrontato anche il tema dell’attivismo digitale. Per Lombardo, le piattaforme possono favorire l’organizzazione politica e la partecipazione pubblica anche nei contesti in cui sarebbe più difficile farlo, rompendo monopoli informativi e dando visibilità a voci altrimenti marginalizzate.
Allo stesso tempo, ha ricordato che lo strumento digitale da solo non è sufficiente: la difesa dei diritti deve tradursi anche in un impegno concreto nella vita fisica, politica e materiale.
Sorveglianza, dati biometrici e libertà
Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra sorveglianza, raccolta dei dati e libertà individuale.
Francesca Albanese ha parlato dell’utilizzo di tecnologie di controllo, riconoscimento e raccolta di dati biometrici nei confronti della popolazione palestinese, indicando questi strumenti come uno degli esempi più estremi di come l’innovazione possa essere utilizzata per finalità di isolamento, controllo e oppressione.
La tecnologia, ha ricordato, rappresenta uno strumento potente e utile, ma i suoi effetti dipendono sempre dai valori e dagli obiettivi di chi la utilizza.
“L’algoritmo non può diventare un alibi”
Il passaggio dedicato all’Intelligenza Artificiale ha riportato al centro il tema della responsabilità. Secondo Albanese, l’IA non può cancellare la responsabilità umana: il fatto che una decisione sia supportata da un algoritmo non crea una zona priva di responsabilità.
“L’algoritmo non può diventare l’alibi.”
Con questa affermazione ha richiamato la necessità di non presentare l’automazione come uno strumento neutrale dietro cui schermare responsabilità politiche, militari e umane.
Innovazione sì, ma con l’essere umano al centro
La riflessione si è conclusa con un richiamo al significato stesso del progresso tecnologico. Innovazione, Intelligenza Artificiale e piattaforme digitali devono rimanere subordinate ai principi di dignità, libertà e responsabilità umana.
Dal Mainstage del WMF è emerso un messaggio chiaro: di fronte alla rapida evoluzione delle tecnologie e al loro utilizzo nei contesti più critici, la sfida è quella di non perdere il centro umano dell’innovazione.
“Restiamo umani”.

