Sul Mainstage del WMF – We Make Future 2026, Roberto Saviano riflette sul rapporto tra mafie, finanza globale, politica, Intelligenza Artificiale e informazione digitale, vent’anni dopo Gomorra
Non un intervento sulla criminalità organizzata come fenomeno separato dalla società, ma una lettura frontale del potere contemporaneo: mafie, capitalismo, sistema finanziario, tecnologia, politica e informazione digitale come parti di uno stesso ecosistema da interrogare.
È questo il cuore del dialogo che Roberto Saviano ha portato sul Mainstage del WMF – We Make Future 2026, il più grande evento sull’Innovazione: IA Tech e Digital, intervistato da Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF.
Vent’anni dopo Gomorra: mafie e capitalismo sono sempre più intrecciati
Davanti a un Mainstage gremito, Saviano ha trasformato il bilancio dei vent’anni da Gomorra in una denuncia sul presente: mafie, riciclaggio, banche, politica, IA e informazione digitale non sono più fenomeni separati, ma parti di un sistema economico e tecnologico sempre più difficile da decifrare.
Attraversando il tema dell’omertà, introdotto da Lombardo con il ricordo di Alfredo Pileggi, giovane ucciso e dimenticato, Saviano ha spiegato che se allora l’urgenza era “accendere una luce” su temi considerati marginali, oggi il punto è riconoscere che la criminalità organizzata non è una questione territoriale o meridionale, ma un nodo economico, sistemico e globale, capace di attraversare finanza, lavoro, diritti e democrazia.
“Il capitalismo contemporaneo ha le regole delle organizzazioni mafiose”.
Secondo lo scrittore, il capitalismo si è progressivamente “mafiosizzato”, adottando logiche di opacità, forza, profitto e sottrazione alla responsabilità pubblica.
Il riciclaggio globale e il ruolo del sistema finanziario
Uno dei passaggi più duri ha riguardato il riciclaggio e il ruolo del sistema finanziario internazionale. Saviano ha ricordato che in passato le organizzazioni criminali dovevano cercare canali per ripulire ingenti somme di denaro infiltrando istituti di credito o costruendo le proprie strutture finanziarie.
Oggi, secondo lo scrittore, il salto è ancora più grave: non sono più soltanto le mafie a cercare le banche, ma sono alcuni snodi del sistema bancario e finanziario globale ad aprire spazi ai capitali di origine opaca.
Paradisi fiscali, piattaforme offshore, giurisdizioni extraeuropee e grandi piazze finanziarie hanno reso sempre più fragile il confine tra denaro legale e illegale.
Nel suo ragionamento, il problema non è più soltanto nascondere il denaro sporco, ma renderlo indistinguibile, assorbirlo nei circuiti della finanza internazionale e sottrarlo alla possibilità di sequestro e controllo.
Londra, ha ricordato, è oggi considerata una delle capitali mondiali del riciclaggio.
Politica, responsabilità pubblica e ruolo del giornalismo
Alla denuncia economica Saviano ha affiancato una critica diretta alla politica e alla sua capacità di sottrarsi alle domande.
Nel suo intervento ha richiamato il tema dei rapporti economici opachi che coinvolgono figure istituzionali e soggetti legati a contesti criminali, ponendo l’accento sulla responsabilità pubblica.
Secondo Saviano, il giornalismo dovrebbe esercitare una pressione costante sulle istituzioni, senza lasciare che rapidità, distrazione e manipolazione informativa facciano scomparire le domande decisive.
Senza un dibattito politico reale su riciclaggio, evasione e opacità finanziaria, ha avvertito, vincono i peggiori: chi evade, chi ricicla e chi altera le regole del mercato, mettendo a rischio lavoro, diritti e concorrenza.
L’omertà algoritmica nell’era dell’iperinformazione
Il dialogo si è poi spostato sul rapporto tra informazione, velocità digitale e conoscenza. Saviano ha parlato di una nuova forma di omertà: non più soltanto il silenzio tradizionale che protegge il potere criminale, ma un‘omertà algoritmica.
I temi criminali richiedono tempo, memoria, continuità e contesto; l’ecosistema digitale, invece, comprime tutto in pochi secondi e alimenta l’illusione di conoscere senza permettere davvero di comprendere.
“L’iperinformazione ti nasconde l’informazione”.
Secondo lo scrittore, il giornalismo torna così a essere una funzione democratica decisiva: non solo raccontare un fatto, ma seguirlo, verificarlo, collegarlo e mantenere aperta la domanda pubblica.
Intelligenza Artificiale e nuove strategie delle economie criminali
Ampio spazio è stato dedicato anche all’Intelligenza Artificiale e all’uso delle nuove tecnologie da parte delle economie criminali. Saviano ha ricordato come le procure osservino da anni investimenti mafiosi nella tecnologia e ha sottolineato che l’IA non va interpretata soltanto come uno strumento per truffe o frodi, ma anche come possibile acceleratore nella capacità di schermare capitali, trasformare ricchezza, occultare strategie economiche e rendere sempre più difficile identificare l’origine del denaro. In questo senso, ha affermato, la tecnologia rischia di impedire di vedere il “DNA del denaro”.
La riflessione sull’IA ha aperto un passaggio più ampio sul rapporto tra codice, legge e potere. Quando il codice diventa più forte della norma democratica, ha osservato Saviano, interi sistemi economici e tecnologici possono muoversi secondo regole proprie, sottraendosi al controllo pubblico, in una logica che richiama quella delle organizzazioni mafiose.
“Datevi tempo”: il messaggio finale al pubblico del WMF
Nel corso del dialogo, Saviano ha rivolto al pubblico del WMF un invito netto: sottrarsi alla velocità e scegliere il tempo della complessità. Leggere, studiare, approfondire, cercare chi offre strumenti per comprendere e non scorciatoie per semplificare.
“Datevi tempo”.
Un richiamo al valore di una conoscenza che non si consuma nello scroll, ma si costruisce attraverso continuità, memoria e responsabilità.

