Cop28: Dubai più interessata ai profitti che all’ambiente

DiMatteo Boschetti

Dicembre 2, 2023

La Cop28 si sta svolgendo in questi giorni e si sono discussi di diversi argomenti: dall’abbandono dei combustibili fossili al fondo per i Paesi più colpiti dagli eventi estremi. La Germania e gli Emirati Arabi Uniti hanno “umiliato” Stati Uniti e Giappone donando 100 milioni al fondo, mentre quest’ultimi meno di 20 milioni di dollari. La Conferenza della Parti, iniziata il 30 novembre, durerà fino al 12 dicembre a Dubai, a cui sono registrati oltre 97mila partecipanti. Oltre ai rappresentanti di Stato, sono presenti anche: rappresentanti del settore privato, esperti, accademici e rappresentanti delle imprese internazionali.

Cop28: non un ottimo inizio

Nonostante il focus sia la protezione dell’ambiente, quest’anno la conferenza si tiene a Dubai, capitale dell’oro nero. Infatti, per molti è una contraddizione soprattutto, come ha esposto l’ex vicepresidente americano Al Gore, le emissioni degli Emirati Arabi Uniti sono aumentati del 7,5% nel 2022. Come se non bastasse, il Sultano Ahmed Al Jaber, Ceo di Adnoc (la compagnia petrolifera di Stato) e Ministro dell’Industria degli Emirati, si è scontrato con António Guterres, Segretario Generale dell’Onu. Il Sultano ha affermato: “non esiste alcuna scienza, né alcuno scenario che affermi che l’eliminazione graduale dei combustibili fossili sia ciò che ci porterà (a limitare il riscaldamento globale) a 1,5°”. Inoltre, secondo delle indiscrezioni della Bbc, ha provato a stringere accordi petroliferi con Cina e Colombia. Nel complesso non un ottimo inizio, soprattutto contando che Biden e Xi Jinping non hanno in programma di partecipare personalmente all’evento internazionale sul clima.

Energia nucleare come soluzione?

Per ridurre l’utilizzo dei combustibili fossili, 22 nazioni hanno chiesto di triplicare l’energia derivata dal nucleare entro il 2050. Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ed il Primo ministro belga, Alexander de Croo, hanno affermato: “Non stiamo sostenendo che questa sarà assolutamente un’alternativa radicale a ogni altra fonte di energia, ma sappiamo scientificamente che non è possibile arrivare allo zero netto nel 2050 senza nucleare”. Inoltre, Macron ha scritto su X: “Ci vediamo in Belgio per il primo vertice sul nucleare nel 2024”. 

La Premier Giorgia Meloni ha voluto sottolineare: “Su queste questioni bisogna essere sempre molto pragmatici e non ideologici. La fusione nucleare potrebbe essere la soluzione domani di tutti i problemi energetici delle crisi che nascono dalle questioni di questo tipo”. Invece, secondo quanto afferma Nicola Armaroli, dirigente di ricerca Cnr, i problemi per la realizzazione di impianti nucleari italiani sarebbero parecchi, anche per l’opinione pubblica. Però il problema principale è che l’Italia non ha mai sviluppato un impianto proprio, perciò dovremo affidarci soprattutto alla tecnologia russa o cinese. 

Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari

Oltre alla Cop28, dal 27 novembre al 1° dicembre si è tenuto a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, il secondo degli incontri per la discussione del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari. Questo accordo sarebbe il primo del suo genere, vincolando legalmente gli stati per il divieto dell’atomica. È entrato in vigore nel 2021, quando ha raggiunto le 50 ratifiche. Il Segretario dell’Onu ha evidenziato come questo trattato possa essere un importante strumento per il disarmo mondiale, il quale andrebbe a superare il TNP del 1970. Nonostante l’Italia, all’interno del suo territorio abbia testate americane (tra le 70 e le 100 atomiche), ha deciso di non presenziare all’incontro.



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