Il caso “Ferragni” e l’enigma delle prenotazioni: riflessioni tra Hotellerie de Mascognaz e gli Uffizi di Firenze

DiNiccolò Ferretti

Febbraio 2, 2024

Codacons svela la verità dietro le prenotazioni dell’Hotellerie de Mascognaz: non solo non c’è stato un boom di prenotazioni, ma molte stanze sono ancora disponibili nelle prossime settimane.

Il velo dell’ipotetico “effetto Ferragni” sembra diradarsi, con il Codacons che oggi presenta prove tangibili riguardo alle dichiarazioni di un presunto aumento delle prenotazioni presso l’Hotellerie de Mascognaz dopo la pubblicità di Chiara Ferragni.

A differenza di quanto dichiarato inizialmente dagli operatori dell’hotel, il Codacons rivela che non solo non c’è stato un boom di prenotazioni, ma molte stanze sono ancora disponibili nelle prossime settimane. Un’indagine diretta ha confermato la disponibilità di diverse soluzioni di alloggio, mettendo in dubbio l’idea di un “effetto Ferragni” sulla crescita delle prenotazioni.

“Il Codacons ha provato ad acquistare un soggiorno presso l’Hotellerie de Mascognaz scoprendo che, nonostante la struttura disponga solo di 28 unità abitative, stanze e chalet nelle prossime settimane sono ancora libere e perfettamente prenotabili,” spiega l’associazione. Utilizzando i siti specializzati in prenotazioni alberghiere, è emerso che per le date del 5-6 febbraio 2024 sono disponibili diverse soluzioni, così come per il 7-8 febbraio. Camere sono disponibili anche per il periodo dal 9 al 10 febbraio e per l’intera settimana dal 12 al 16 febbraio.

Il Codacons continua affermando che la disponibilità emerge anche nel periodo dal 9 al 22 marzo 2024. Contrariamente alle ipotesi di un boom delle prenotazioni, il sito ufficiale dell’hotel conferma la possibilità di acquistare soggiorni nelle prossime settimane. L’unico “effetto Ferragni” accertato sembra essere una valanga di critiche e commenti negativi lasciati dagli utenti sulla pagina dell’hotel.

A seguito dei dubbi sollevati dai cittadini, il Codacons ha annunciato di presentare un’istanza d’accesso all’Hotellerie de Mascognaz. L’obiettivo è ottenere documenti relativi al pagamento del soggiorno da parte di Chiara Ferragni, al fine di comprendere la natura dei rapporti tra l’influencer e l’hotel e quali tariffe siano state applicate per i servizi fruiti dalla digital entrepreneur.

L’azione del Codacons si intensifica ulteriormente. Di fronte alle perplessità sollevate dalla comunità, l’associazione annuncia l’intenzione di presentare un’istanza d’accesso all’Hotellerie de Mascognaz. Questo enigmatico weekend di Chiara Ferragni in Valle d’Aosta sembra ora essere avvolto in ulteriori incertezze, mentre il Codacons si adopera per portare alla luce la verità dietro le speculazioni sull'”effetto Ferragni” e le presunte prenotazioni in aumento presso l’Hotellerie de Mascognaz.

Tuttavia, questa storia intrigante non può non farci riflettere su un episodio precedente che coinvolgeva l’influencer a Firenze. Non molto tempo fa, Ferragni visitava gli Uffizi di Firenze, scatenando un acceso dibattito sulla sua presenza nella città d’arte. La sua dichiarazione di non essere venuta in un periodo affollato ha evidenziato la dualità tra il mondo digitale e la realtà fiorentina, sollevando interrogativi sulla percezione pubblica e sull’impatto concreto di certe situazioni mediatiche e aprendo un interessante spazio di riflessione sull’interazione tra influenze online e realtà tangibili.

 

 

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