Dalla disinformazione al Far West digitale: lo standard C2pa contro le false immagini create con l’IA

DiCamilla Mencarelli

Febbraio 21, 2024

Negli ultimi anni, con l’avvento delle tecnologie di intelligenza artificiale, il problema delle immagini false e manipolate ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti. Con la diffusione di deepfake e altre forme di disinformazione visiva, diventa sempre più difficile distinguere ciò che è autentico da ciò che è falso. Tuttavia, sembra che ci sia una luce in fondo al tunnel: lo standard C2pa.

Cos’è esattamente il C2pa? Questo acronimo sta per Coalition for Content Provenance and Authenticity ed è un’iniziativa creata da Adobe e Microsoft per garantire la provenienza e l’autenticità dei media online. Si tratta di un sistema di etichettatura che fornisce informazioni cruciali su chi ha creato un’immagine o un video, quando e come è stato creato e la credibilità della sua fonte.

Le grandi aziende tecnologiche, comprese Google, Microsoft, Adobe e Meta, stanno adottando questo standard in massa. La sua implementazione consente agli utenti e alle piattaforme di identificare facilmente le immagini create con l’IA e di mettere in discussione la loro veridicità.

Ma come funziona concretamente il C2pa? Tecnicamente, è un tipo di “metadato” che viene aggiunto alle immagini e può essere letto automaticamente dalle piattaforme online. Queste informazioni aggiuntive permettono di tracciare la provenienza e la storia di un’immagine, fornendo un’indicazione importante sulla sua affidabilità.

Un aspetto importante da considerare è che, al momento, l’adesione a questo standard è volontaria e non obbligatoria. Tuttavia, con l’entrata in vigore dell’AI Act in Europa nel 2026, si prevede che l’etichettatura dei media diventerà una prassi comune.

Ci sono limiti e sfide da affrontare con lo standard C2pa. Ad esempio, al momento è disponibile solo per le immagini, mentre il lavoro per estenderlo ai file video e audio è ancora in corso. Inoltre, rimuovere queste etichette è relativamente facile, il che solleva preoccupazioni sulla loro efficacia a lungo termine.

Tuttavia, nonostante queste sfide, il C2pa rappresenta un passo importante nella lotta contro le immagini false e la disinformazione online. Non è la soluzione definitiva, ma fornisce agli utenti e alle piattaforme uno strumento aggiuntivo per combattere il Far West digitale in cui ci troviamo attualmente.

Immagine creata by Simone Guerrini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *