Presidente di Acli Toscana sul 25 novembre: “combattere la violenza di genere è una battaglia continua per le donne”

DiMargarida Ferreira Rodrigues

Novembre 25, 2023

Il 25 novembre segna non solo una data nel calendario, ma dovrebbe essere un impegno costante per porre fine a un’emergenza che affligge la società contemporanea: la violenza di genere. Le parole di Giacomo Martelli, presidente di Acli Toscana, e di Elena Lo Giacco, responsabile Pari opportunità, risuonano con un richiamo all’azione urgente e concreta.

Il dramma vissuto da Giulia Cecchettin è soltanto un simbolo di una realtà estesa e diffusa. Ogni giorno, in Italia e anche nella regione toscana, numerose donne sono costrette a chiedere aiuto a causa di stalking, minacce e violenze. È imperativo un impegno collettivo e immediato da parte di tutti gli attori sociali, dalle istituzioni al Terzo Settore.

L’appello delle Acli Toscana è chiaro: il 25 novembre non deve essere solamente una giornata di sensibilizzazione, ma deve essere rappresentativo di un impegno costante lungo tutto l’arco dell’anno. Martelli, sostiene che è necessario portare avanti iniziative e campagne di sensibilizzazione senza interruzioni, finché non si vedrà un reale miglioramento nella condizione delle donne.

L’educazione gioca un ruolo fondamentale in questo percorso di cambiamento sociale. Non solo nelle aule scolastiche, ma anche all’interno delle famiglie e nei luoghi di lavoro, è essenziale iniziare un percorso educativo che promuova relazioni sane e rispettose. Tuttavia, altrettanto importante è il lavoro sulla formazione dei maltrattanti, affinché gli atti di violenza possano essere fermati alla radice.

Il cambio culturale è un’esigenza urgente che la nostra società deve affrontare senza indugi. La protezione delle donne vittime di violenza deve diventare una priorità politica e sociale e questo richiede uno sforzo collettivo e continuo.

Affrontare la violenza di genere richiede un impegno a lungo termine, una volontà costante di cambiamento e un approccio inclusivo che coinvolga tutta la società. Il 25 novembre dovrebbe essere solo l’inizio di un percorso che mira a creare un mondo in cui le donne possano vivere libere dalla minaccia della violenza.

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