“Active Listening”: lo smartphone che ci ascolta e le ombre del marketing vocale

DiCamilla Mencarelli

Dicembre 29, 2023

Il timore che gli smartphone ci ascoltino è diventato una realtà inquietante: la società di marketing Cox Media Group (CMG) ammette di monitorare le conversazioni per creare annunci pubblicitari personalizzati.

Hai mai avuto la sensazione che il tuo smartphone stia spiando le tue conversazioni? Quel timore insidioso che ogni parola pronunciata possa diventare carburante per annunci pubblicitari mirati sembra aver trovato una conferma inquietante. Cox Media Group (CMG), una società di marketing, ha svelato di utilizzare la tecnologia “Active Listening” per identificare conversazioni rilevanti attraverso smartphone, smart TV e altri dispositivi.

Se Agatha Christie sosteneva che “tre indizi fanno una prova”, sembra che ora la prova sia arrivata. Il servizio di Active Listening di CMG promette di trasformare le nostre conversazioni quotidiane in un tesoro di dati per gli inserzionisti. Immagina di discutere del bisogno di un’assicurazione auto e trovarne subito annunci correlati. Questa pratica, a lungo sospettata, sembra ora essere confermata da un servizio che, attraverso l’intelligenza artificiale, può estrapolare “parole chiave” per indirizzare annunci pubblicitari mirati.

La scoperta è stata fatta dalla testata 404 Media, che ha individuato una pagina web della CMG che promuoveva il servizio Active Listening. Non si trattava di mezzi termini: “I tuoi dispositivi ti stanno ascoltando”, dichiarava la pagina ora cancellata. Secondo quanto riportato, il servizio di CMG può catturare conversazioni e fornire agli inserzionisti un elenco settimanale di consumatori interessati a determinati prodotti o servizi.

La reazione di CMG è stata rapida: nega di ascoltare direttamente le conversazioni, ma ammette di avere accesso a dati vocali aggregati, anonimizzati e crittografati di terze parti. In pratica, sostiene che i dati vengano raccolti attraverso applicazioni che legalmente hanno accesso al microfono dei dispositivi, e che ciò avvenga in conformità con i termini accettati dagli utenti.

Google, Amazon e Apple, che figurano tra i partner pubblicitari di CMG, hanno risposto affermando che i loro dispositivi non supporterebbero un servizio del genere. Tuttavia, la situazione continua a sollevare domande sulla privacy e la legalità di pratiche simili.

Mentre l’Active Listening potrebbe essere un punto di svolta nel marketing vocale, rimangono incognite sul suo utilizzo effettivo e sull’impatto etico che potrebbe avere sulla nostra vita quotidiana. Gli smartphone ci ascoltano davvero, o si tratta di un nuovo capitolo nella paura digitale? La verità potrebbe trovarsi tra le righe delle parole pronunciate e degli annunci pubblicitari che ci circondano.

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