Il toscano Giuseppe Mondello e il veneto Filippo Pinto “sul Ring della Cultura” a Pordenone

ByCristina Vannuzzi

Ottobre 17, 2026

SUL RING DELLA CULTURA

Boxe, valori e comunità

A Pordenone la giornata conclusiva del progetto tra giovani,

crescita motoria e Paraboxe Standig

 

 PORDENONE – “Boxe, valori e comunità” è il filo conduttore di “Sul Ring della Cultura”, il progetto che sabato 17 ottobre è giunto al suo appuntamento conclusivo a Pordenone, con una giornata dedicata ai giovani, ai valori educativi del pugilato e alla promozione di uno sport sempre più inclusivo.

L’iniziativa, ospitata al Valery Space, in via Prasecco 19, ha voluto  raccontare la boxe non soltanto come disciplina agonistica, ma come strumento di crescita personale, educazione, partecipazione e coesione sociale.

A partire dalle ore 14.00, sono stati protagonisti i bambini impegnati nel Criterium, un momento di confronto tra coetanei attraverso attività motorie e prove ludico-sportive. Un’occasione per sviluppare le capacità coordinative e condizionali, migliorare gli schemi motori e imparare a confrontarsi con gli altri nel rispetto delle regole. Disciplina, impegno, autocontrollo e fair play sono valori che il pugilato trasmette fin dai primi passi sul ring.

Alle ore 16.30 spazio alla Paraboxe Standing, categoria Upper, con l’incontro tra Filippo Pinto, veneto, allenato da Nicola Masiero Palestra Phoenix  e Giuseppe Mondello, toscano, allenato da Simone Vannuzzi Palestra ASD Dinamika Special Boxe, due atleti protagonisti di un percorso significativo per la crescita e la visibilità di questa disciplina in Italia.

….e Giuseppe Mondello ha vinto ai punti!

L’appuntamento di Pordenone arriva dopo il match disputato il 3 ottobre a Massanzago, in provincia di Padova, presentato dalla stampa come il primo incontro italiano tra due atleti standing nella Special Boxe. Un passaggio importante per lo sviluppo della ParaBoxe e per offrire agli atleti con disabilità nuove occasioni di confronto sportivo.

La presenza della ParaBoxe rappresenta uno dei momenti più significativi della giornata: il ring diventa uno spazio nel quale valorizzare le capacità individuali, superare le barriere e riconoscere a ciascuno la possibilità di vivere lo sport da protagonista. Un messaggio concreto di inclusione, nel quale le differenze vengono valorizzate.

In definitiva Filippo Pinto e Giuseppe Mondello hanno vinto entrambi….solo per la loro storia fatta di coraggio per abbattere stereotipi e barriere culturali, una giornata che è stata un momento importante, un incontro utile per parlare di ParaBoxe e del lavoro straordinario che stanno svolgendo sia gli allenatori che la Federazione. In Italia si contano 13 mln di persone diversamente abili, di cui solo il 9% pratica sport.

È un argomento che va affrontato.

Il pugilato, che sta vivendo una rinascita sorprendente a livello numerico, cerca di andare incontro a tutta una fascia di popolazione vogliosa di svolgere attività sportiva per il raggiungimento del benessere psico-fisico. Un passaggio che mette in luce un nodo cruciale: non basta adattare la disciplina, occorre trasformare lo sguardo. La ParaBoxe non è una versione “ridotta” del pugilato, ma una declinazione che valorizza abilità, tecnica e autodeterminazione, nel rispetto delle diverse condizioni funzionali degli atleti.

Il progetto “Sul Ring della Cultura: Boxe, valori e comunità” trova così nella giornata conclusiva la sintesi del proprio significato: partire dai bambini, accompagnarli nella crescita attraverso il movimento e i valori dello sport, per arrivare a una pratica pugilistica capace di accogliere e coinvolgere persone con percorsi e capacità diverse.

Come afferma Luca Zorzenon, Presidente comitato FPI Friuli Venezia Giulia: Due momenti diversi, un unico messaggio: la boxe è confronto, rispetto, responsabilità e condivisione. È uno sport che insegna a impegnarsi, a riconoscere l’avversario e a crescere insieme, dentro e fuori dal ring.

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