Ora solare: ecco cosa dice la scienza (e come reagisce il nostro corpo)

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Ottobre 24, 2026

Nella notte tra sabato e domenica è scattato il ritorno all’ora solare. Un sondaggio di Cup24 analizza i comportamenti degli italiani e la medicina spiega cosa accade realmente al nostro organismo

 

Le lancette sono tornate indietro di sessanta minuti, regalandoci teoricamente “un’ora in più” di sonno. Ma quell’ora in più serve davvero al nostro corpo? Per scoprirlo, un sondaggio condotto da Cup24 su oltre 300 partecipanti ha indagato le reali abitudini degli italiani in occasione del cambio d’ora. I risultati, analizzati alla luce delle evidenze medico-scientifiche, svelano cosa succede davvero al nostro organismo dietro a ciascun comportamento.

I dati del sondaggio e l’impatto sul corpo

  • 1. Il tentativo di “recuperare” sonno (36% dei partecipanti): dormire un’ora in più la domenica mattina non azzera la stanchezza accumulata nei giorni precedenti. Secondo la medicina, prolungare il riposo oltre il ritmo circadiano abituale innesca spesso l’inerzia del sonno (sleep inertia), uno stato di torpore, riflessi lenti e pesantezza muscolare che può durare ore, lasciando una sensazione di stanchezza anziché di ristoro.

  • 2. La sveglia biologica e la veglia anticipata (28% dei partecipanti): per chi si sveglia alla solita ora biologica, l’orologio segna un’ora in base al vecchio ritmo. Clinicamente questo è l’adattamento più sano: l’unico sfasamento si avverte la domenica sera, con sonno anticipato rispetto alle nuove lancette, un disallineamento che la luce naturale corregge spontaneamente in 24-48 ore. (Un 6% sfrutta invece il cambio per fare più tardi, accentuando il social jetlag, mentre il 7% è vincolato da figli o animali domestici).

  • 3. La reazione al buio anticipato (23% dei partecipanti): chi non nota differenze al mattino deve fare i conti con il pomeriggio. Con l’ora solare il buio cade prima e la retina registra un calo anticipato di luce, segnalando al cervello di produrre melatonina in anticipo. Quel senso di esaurimento energetico verso le 17:30 non è semplice stanchezza, ma un segnale notturno che si attiva in anticipo.

Come gestire la transizione secondo la scienza

Per superare al meglio il cambio d’ora senza stressare l’organismo, gli specialisti consigliano tre semplici regole:

  1. Mantieni la stabilità: evitare forti sbalzi di orario tra il fine settimana e i giorni lavorativi preserva la sincronizzazione ormonale del sistema circadiano.

  2. Sfrutta la luce naturale: cerca la luce del sole al mattino per sincronizzare i ritmi interni e mantieni ambienti ben illuminati nel tardo pomeriggio per arginare la sonnolenza precoce.

  3. Non forzare il letto: se ti svegli presto, alzati. Iniziare la giornata aiuta ad accumulare la stanchezza fisiologica corretta per un addormentamento regolare la sera.

 

Foto creata con l’IA

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