Educazione sessuo-affettiva a scuola: la svolta parte dagli studenti toscani

ByMargarida Ferreira Rodrigues

Gennaio 22, 2026

La Presidente dell’Ordine degli Psicologi, Maria Antonietta Gulino, plaude al progetto del Liceo Machiavelli-Capponi:

“Informare correttamente significa proteggere i giovani da violenza e isolamento”

 

Il cambiamento culturale nel mondo della scuola italiana arriva direttamente dai banchi. Al Liceo Machiavelli-Capponi di Firenze, su esplicita richiesta degli studenti, è stato avviato un progetto di educazione sessuo-affettiva che sta diventando un modello per l’intero territorio. Un’iniziativa che accende i riflettori su un bisogno reale: quello di ricevere un’informazione scientifica, sicura e mediata da professionisti competenti.

Secondo Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale degli Psicologi, questo passo avanti è fondamentale: “I ragazzi chiedono strumenti per orientarsi. Parlare di emozioni e sessualità a scuola non significa anticipare tappe, ma fare prevenzione e protezione“.

Perché parlarne a scuola? Prevenire è proteggere

In un’epoca dominata dall’accesso illimitato alla rete, il rischio maggiore per gli adolescenti è l’informazione “fai da te”. In assenza di spazi educativi qualificati, i giovani rischiano di formarsi su fonti non attendibili o su materiali diseducativi che alimentano stereotipi e modelli relazionali tossici.

Introdurre gli psicologi nelle classi permette di:

  • Contrastare la disinformazione: fornire risposte scientifiche a dubbi e paure.

  • Prevenire la violenza: educare al consenso e al rispetto reciproco per evitare dinamiche di bullismo, cyberbullismo e revenge-porn.

  • Rompere i silenzi: dare un nome alle emozioni aiuta a prevenire l’isolamento e il disagio psicologico.

Un Patto di Corresponsabilità tra scuola e famiglia

Parlare di vissuti intimi in famiglia può generare imbarazzo durante l’adolescenza. Per questo motivo, il ruolo della scuola diventa sussidiario e strategico. L’educazione affettiva, secondo la dottoressa Gulino, deve diventare l’espressione concreta di un Patto di Corresponsabilità.

“Un’alleanza tra famiglia, scuola e studenti è necessaria per promuovere relazioni sociali funzionali”, conclude la Presidente. Un approccio scientificamente fondato aiuta a sviluppare autoconsapevolezza e libertà di espressione, pilastri fondamentali per una crescita sana e per la costruzione di una società più rispettosa e inclusiva.

Punti chiave del progetto:

  • Protagonisti: studenti del Liceo Machiavelli-Capponi di Firenze.

  • Obiettivo: fornire strumenti per la gestione delle emozioni e della sessualità.

  • Metodo: incontri guidati da psicologi e professionisti del settore.

  • Valore sociale: prevenzione di bullismo, abusi e discriminazioni.

 

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