A MASSANZAGO IL PRIMO MATCH DI DISABILI STANDING IN ITALIA

ByCristina Vannuzzi

Agosto 24, 2026

PRIMO MATCH ITALIANO

di DISABILI STANDING

Parco Villa Baglioni

Massanzago (Padova)

Giuseppe Mondello  allenato a Firenze Palestra ASD Dinamika Special Boxe e Giuseppe Pinto allenato a Padova Palestra  ASD Phoenix, ragazzi speciali, che amano lo sport, in particolare la Special Boxe.

Un incontro di  ragazzi speciali, il 3 ottobre prossimo nel Parco di Villa Baglioni, una cornice magnifica dove Carlo Goldoni diceva che  il casato dei Baglioni possedeva in campagna una delizia detta Massanzago: “Fursi un logo no gh’è più ameno e vago”, dove, al suo interno, vede protagonista un giovanissimo Giambattista Tiepolo in una delle prime imprese del maggiore pittore del Settecento.

Villa Ca’ Baglioni si trasformerà in un’autentica arena della boxe per una riunione pugilistica FPI, una serata ricca di adrenalina, spettacolo ed emozioni. Il pubblico potrà vivere ogni colpo, ogni parata, lo sforzo e le azioni e ogni emozione a pochi metri dal ring, a bordo ring, immerso nell’atmosfera unica di una grande notte di pugilato.

Una location straordinaria per un’esperienza unica, speciale.

Un incontro di special boxe, dove Giuseppe Mondello e Filippo Pinto hanno già vinto, perché Special Boxe vuol dire persone speciali, e non perché diversi, ma perché capaci di trasformare una sfida personale in un messaggio potente: lo sport è per tutti, e sul ring si combatte prima di tutto con il cuore. Ragazzi uguali a tutti gli altri, che mettono in gioco fisicità, individualità, totale coinvolgimento di mente e di corpo, esplorando i limiti della resistenza per andare a caccia di una soglia di sacrificio per alzare l’asticella sempre di più.

Sono ragazzi che si incontrano, per mettersi in gioco e per avere una concreta possibilità di confronto “alla pari”, niente alibi, ma confronto, sfida, divertimento, gioco, amicizia, socializzazione, tutto questo grazie allo sport, “usato” perché ogni giorno hanno una storia da raccontare, perché ogni giorno il disabile la vive non solo con il proprio corpo, ma lo accompagnano le esperienze della vita, le caratteristiche della  personalità, le paure e i sogni, anche i sogni, perché ogni disabile sogna….

Ogni giorno Giuseppe e Filippo, come  tanti  atleti disabili, vogliono e  possono dimostrare quanto lo sport ha cambiato la loro vita in meglio,  un autentica scoperta, un nuovo orizzonte per ritrovare l’autostima e credere di più in se stessi. Lo sport come contesto educativo e di crescita anche nella disabilità permette di conoscersi e riconoscersi come atleti ma soprattutto come persone.

La concentrazione prima della sfida, Il silenzio prima dell’azione.
Nella boxe ogni movimento richiede precisione, equilibrio e potenza,
ma inizia in questo esatto momento, nello spogliatoio, la connessione tra mente e corpo.

3 ottobre primo incontro in Italia di atleti standing,  Giuseppe Mondello, toscano, e Filippo Pinto veneto, a Massanzago – Padova, dove il leit motive “non posso farlo”…… diventa ribellione e la paura scompare, si trasforma, non posso… ma io sono speciale, il mio punto debole mi ha fatto diventare speciale.

Giuseppe e Filippo, atleti standing,  iscritti ambedue alla FPI, che partecipano il 3 ottobre prossimo al primo incontro ufficiale FPI a Massanzago a Padova …ragazzi che hanno già vinto!

Giuseppe Mondello, iscritto alla FPI, allenato da Simone Vannuzzi alla palestra ASD Dinamika di Firenze, da sempre amante della boxe, affetto dalla Sindrome di Poland dalla parte sinistra.

La Sindrome di Poland è una rara condizione congenita caratterizzata dalla malformazione dello scheletro toracico e/o degli arti superiori. È stata descritta per la prima volta nel 1841 dal chirurgo britannico Alfred Poland. Questa sindrome si manifesta principalmente con l’assenza parziale o totale del muscolo pettorale maggiore su un lato del corpo, associata spesso ad alterazioni nello sviluppo delle coste sottostanti, fino alla loro assenza.

A 14 anni Giuseppe e la sorella hanno perduto la mamma e si sono  traferiti da Messina a Pistoia, dallo zio, dove Giuseppe si iscrive ad una palestra di pugilato continuando gli studi. Quest’anno, il 24 e 25 gennaio, grazie al primo stage in Italia di  Paraboxe organizzato a Firenze alla palestra Dinamika Special Boxe dalla Federazione Pugilistica Italiana, ho avuto l’opportunità di conoscere il mio attuale maestro, Simone Vannuzzi. Lo ringrazio profondamente per aver creduto in me, per avermi preso a cuore e per tutto quello che mi sta insegnando, non soltanto sul ring ma anche nella vita. Il 3 ottobre arriverà finalmente il momento che ho desiderato per tanto tempo, l’inizio di una partenza bellissima…A settembre inizierò anche un nuovo capitolo della mia vita, l’università in Economia Aziendale a Firenze, ma continuerò a dedicare tutto me stesso alla preparazione per il 3 ottobre. Non so ancora come andrà il match, ma so con certezza che salirò sul ring dando tutto me stesso.

 

Filippo Pinto, 26 anni, ingegnere veneto, allenato da Nicola Masiero alla palestra Phoenix Boxe ASD di Padova, iscritto alla FPI, nato con agenesia, non ha mai lasciato che questa condizione definisse i suoi limiti. Il 24/25 gennaio Filippo è stato ospite di una palestra a Firenze per il primo stage in Italia di atleti disabili  dove ha avuto modo di allenarsi e confrontarsi con altri atleti, portando sotto i riflettori il mondo della para boxe  le sue enormi potenzialità.
Un cammino costruito passo dopo passo, seguito da Together We Ride, che oggi lo affianca con un ausilio protesico ad alte prestazioni, progettato su misura per la boxe e attualmente in continua evoluzione, migliorato sulla base delle sue sensazioni, delle richieste tecniche e del suo costante progresso sul ring. Ha scelto di mettersi in gioco con il pugilato, e ogni giorno dimostra che la vera forza è nella volontà.

Il 3 ottobre scriveremo insieme una pagina di grande sport.

Pressoffice ASD Dinamika Special Boxe

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